Ultime lettere di Jacopo Ortis – Riassunto

18519
ultime lettere di jacopo ortis
Andrea Appiani, "Ritratto di Ugo Foscolo", 1801-1802, olio su tela, Milano, Pinacoteca di Brera

Le Ultime lettere di Jacopo Ortis è il celebre romanzo epistolare di Ugo Foscolo. La stesura impegnò a lungo l’autore: i primi abbozzi sono del 1796, l’edizione definitiva è del 1817.

Le Ultime lettere di Jacopo Ortis riassunto dettagliato

Il romanzo è costituito da una raccolta ordinata delle lettere inviate da Jacopo all’amico Lorenzo Alderani fra l’11 ottobre 1797 e il 25 marzo 1799. Vi sono alcune lettere indirizzate all’amata Teresa e ad altri, e alcuni interventi di Lorenzo che narra fra l’altro ciò che Jacopo non avrebbe potuto, il suicidio.

La vicenda narrata trae origine dal suicidio, in data 29 marzo 1796, di Girolamo Ortis, studente friulano all’Università di Padova; Foscolo non lo conobbe mai personalmente e nel romanzo ne mutò il nome in Jacopo.

Il modello a cui Foscolo guarda è soprattutto I dolori del giovane Werther di Goethe, ma non è da trascurare l’influsso della Nuova Eloisa di Rousseau.

Chiaramente ispirato a Werther è il nodo fondamentale dell’intreccio: un giovane che si suicida per amore di una donna già destinata come sposa a un altro.

Ma vicino a Goethe è anche il nucleo tematico profondo: la figura di un giovane intellettuale in conflitto con un contesto sociale in cui non può inserirsi. Werther infatti non può identificarsi né con l’aristocrazia, che lo respinge in quanto borghese, né con la borghesia, perché i suoi valori di artista si scontrano con il freddo pragmatismo che caratterizza questa classe sociale. Jacopo avverte la mancanza di una patria entro cui inserirsi dopo il fallimento storico dei sogni patriottici e rivoluzionari.

Le Ultime lettere di Jacopo Ortis trama

Jacopo è un giovane patriota che, dopo la cessione di Venezia all’Austria col Trattato di Campoformio (17 ottobre 1797), si rifugia sui Colli Euganei per sfuggire alle persecuzioni.

Qui si innamora di Teresa e ne è riamato. Il padre di lei intende però darla in moglie al mediocre ma ricco Odoardo per sanare le difficili condizioni economiche della famiglia. Jacopo tenta di dominare la passione allontanandosi da Teresa e viaggiando attraverso l’Italia.

Il racconto del viaggio occupa la seconda parte del romanzo. Tra le soste più importanti vi sono quella a Milano, dove Jacopo incontra il vecchio Giuseppe Parini; quella a Ventimiglia, dove si svolge una meditazione pessimistica sulla storia e sulla società umana.

Tornato ai Colli Euganei dopo aver appreso delle avvenute nozze di Teresa, la incontra per l’ultima volta; si reca poi a far visita alla madre, infine si uccide, pugnalandosi al cuore.

Le lettere di Jacopo Ortis commento e analisi

A prima vista sembra che il romanzo svolga due distinti temi: uno, l’amore infelice di Jacopo per Teresa; l’altro, il dolore per la servitù della patria.

In realtà non si tratta  di due temi indipendenti. Il tema fondamentale del libro è infatti uno solo ed è quello politico, il dramma della servitù della patria dopo il Trattato di Campoformio.

Emblematico l’inizio del romanzo: «Il sacrificio della patria nostra è consumato». Il dramma amoroso si svolge all’interno di quella particolare situazione storica che ne costituisce la ragione e il condizionamento.

L’amore di Jacopo per Teresa è un amore «impossibile» non perché rivolto a una persona che non può e non deve corrispondere (perché legata a un altro uomo), ma perché la situazione politica non consente a Teresa (che ama Jacopo) di ribellarsi al padre.

Il suicidio di Jacopo è un atto di protesta contro la realtà politica e sociale del proprio tempo e la vita è nella coscienza di Jacopo un bene profondamente amato. La sua protesta non è perciò rivolta contro la vita in se stessa, bensì contro le inique strutture della società.

A parte il valore politico, Le ultime lettere di Jacopo Ortis instaura nella tradizione letteraria italiana un genere nuovo, il romanzo, del tutto diverso da quello settencentesco fondato sull’avventura o sulla satira del costume. Nel romanzo foscoliano si profilano infatti due tendenze narrative destinate a diventare le direzioni fondamentali su cui si sarebbe sviluppato il romanzo ottocentesco: l’introspezione psicologica e la collocazione del racconto entro una determinata situazione storica.

Nelle Ultime lettere di Jacopo Ortis troviamo posti o accennati i motivi che Foscolo riprenderà e svilupperà nel corso del suo itinerario poetico: dall’amore per la patria al culto della poesia civilizzatrice; dall’idoleggiamento della bellezza al sentimento della morte; dal riconoscimento del valore delle tombe, alla celebrazione dei più alti ideali dell’uomo, come la libertà, l’eroismo, la poesia.

Riguardo lo stile, l’opera è scritta in una prosa aulica. La sintassi è complessa, sul modello classico; studiate antitesi o simmetrie, continue ellissi; spesso, poi, l’enfasi retorica ha il sopravvento, oppure si avverte il peso delle reminiscenze libresche.