Il Settecento in storia e letteratura
L'Italia dopo il 1748

Il Settecento: scenario storico

Nella storia della civiltà europea il Settecento rappresenta una tappa fondamentale, un’età di profondo e generale rinnovamento in tutti i campi: politico, sociale e culturale. Non può essere considerato nel suo insieme, ma va distinto in almeno due periodi, contraddistinti il primo da una serie di guerre, il secondo dalla nascita e diffusione dell’Illuminismo.

Le guerre di successione del primo Settecento

La prima metà del secolo è segnata da tre guerre di successione: la guerra di successione spagnola (1702-14), la guerra di successione polacca (1733-35), la guerra di successione austriaca (1740-48).

La situazione europea, al termine della guerra di successione austriaca (pace di Aquisgrana, 18 ottobre 1748), presenta profondi cambiamenti rispetto alla fine del Seicento. Anzitutto le potenze principali sono ormai l’Inghilterra e la Francia. Si delineano poi tre nuove potenze: l’Impero asburgico, il Regno di Prussia e la Russia. La Spagna è ormai una potenza di secondo piano, anche se, con i Borboni, mantiene una certa influenza sull’Italia meridionale. La situazione politica italiana resta caratterizzata dalla dipendenza dalle potenze straniere; gli stati del nostro Paese diventano spesso oggetto di scambio fra le grandi potenze europee.

Con i trattati di Utrecht (1713) e di Rastadt (1714), che pongono fine alla guerra di successione spagnola, la Lombardia passa sotto il controllo diretto dell’Impero asburgico.

Con la pace di Vienna (1738) che pone fine alla guerra di successione polacca, il Meridione (Regno di Napoli e Sicilia) è ceduto a Carlo di Borbone, figlio di Filippo V di Spagna (come Stato indipendente e non più come possedimento spagnolo).

Nello stesso tempo il Granducato di Toscana, estintasi la dinastia dei Medici, è offerto nel 1737 a Francesco Stefano di Lorena, marito di Maria Teresa d’Austria (costituisce anch’esso, almeno formalmente, uno stato autonomo).

Il Regno di Sardegna passa ai Savoia che si rafforzano notevolmente grazie alla spregiudicata politica di Vittorio Amedeo II (essi controllano, oltre al Ducato di Savoia, la Sardegna e il Piemonte, anche la Contea di Nizza e il Ducato di Aosta).

Il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla va a Filippo di Borbone.

Restano pressoché invariati gli altri Stati: la Repubblica di Venezia; la Repubblica di Genova; lo Stato pontificio; il Ducato di Modena e Reggio sotto gli Estensi; la Repubblica di Lucca.

Aumentano le differenze economiche tra Nord e Sud. Infatti, mentre in Lombardia sono avviate efficaci riforme amministrative e si afferma una borghesia dedita agli affari e ai commerci, al Sud permane il feudalesimo. Gli enormi latifondi nobiliari sono coltivati, con metodi molto arretrati, da contadini trattati ancora come servi della gleba.

La seconda metà del Settecento

Nella seconda metà del Settecento in tutti i Paesi d’Europa si realizzano importanti cambiamenti.

In campo tecnico e scientifico, in seguito all’avvio della Rivoluzione industriale, sono introdotte innovative tecnologie (ad esempio la macchina a vapore).

Nel campo economico e sociale, con la diffusione delle attività industriali, progrediscono i commerci e si afferma la borghesia, una classe sociale intraprendente e dinamica.

In campo politico le monarchie assolute conoscono un inarrestabile declino, accelerato dalla Rivoluzione francese e dalla successiva dominazione napoleonica.

Tale rinnovamento, che investe l’Europa e l’Italia nel pieno Settecento, trova il suo supporto culturale nell’Illuminismo. Eccone i contenuti più importanti:

  • la fiducia nella ragione umana e nel progresso economico, sociale e civile;
  • l’interesse per gli studi scientifici e per le loro applicazioni tecniche;
  • l’affermazione di valori come il cosmopolitismo, la tolleranza religiosa, l’uguaglianza tra gli uomini.

Le idee illuministe hanno una straordinaria diffusione grazie all’attività di molti intellettuali e all’utilizzo di nuovi strumenti di divulgazione. Tra questi, due sono stati particolarmente importanti:

  • i giornali moderni come i quotidiani. Nati e diffusi in Europa per la prima volta in questo secolo, permettono di informare rapidamente molte persone;
  • l’Enciclopedia, una grandiosa opera in cui, grazie alla collaborazione dei più importanti intellettuali e scienziati dell’epoca, sotto la direzione dei francesi Denis Diderot e Jean-Baptiste D’Alembert è “condensato” tutto il sapere universale (per un’approfondimento leggi Illuminismo: definizione, storia, letteratura clicca qui).

Il Settecento: scenario letterario

Nel primo Settecento alcuni artisti italiani cominciano a manifestare una certa insofferenza per gli aspetti più stravaganti del gusto barocco. Nasce così a Roma l’Arcadia, un’accademia di poeti che propongono il ritorno a un gusto più misurato e sobrio, ispirato ai classici greci e latini (per un approfondimento leggi Arcadia: l’Accademia e l’Età riassunto).

L’Illuminismo si diffonde anche in Italia. I maggiori centri italiani del fervore illuministico sono Milano e Napoli, dove fiorisce una vasta produzione letteraria volta a migliorare la vita sociale e politica del Paese.

Grande diffusione hanno i trattati di argomento politico e sociale, come, ad esempio, Dei delitti e delle pene dell’economista e intellettuale milanese, Cesare Beccaria. È il capolavoro della nostra letteratura illuministica, in cui per la prima volta si sostiene la necessità di abolire la pena di morte e la tortura e si assegna alla pena una finalità non solo punitiva, ma di recupero del reo alla società civile.

Anche generi tradizionali, come la poesia e il teatro, diventano strumento di promozione sociale, civile e morale. Gli autori italiani che nel Settecento interpretano le nuove idee dell’Illuminismo sono Giuseppe Parini, Vittorio Alfieri e il commediografo Carlo Goldoni, cui si deve la riforma del teatro italiano.