Giuseppe Parini: vita, opere, pensiero, poetica

Riassunto sulla vita e le opere di Giuseppe Parini e approfondimento sui suoi rapporti con l’Illuminismo.

Giuseppe Parini: vita

Giuseppe Parini nacque a Bosisio, in Brianza, il 23 maggio 1729. Di famiglia modesta, studiò a Milano, dove nel 1754 fu ordinato sacerdote più per necessità che per vera vocazione.

Divenuto precettore dei figli dei duchi Serbelloni di Milano, dopo otto anni fu licenziato per aver preso le difese della figlia del maestro di musica (se si deve credere al racconto tradizionale), ingiustamente schiaffeggiata dalla duchessa.

Intanto partecipava attivamente alla vita intellettuale della Milano illuminista e grazie alla pubblicazione e al successo delle sue opere fu nominato, nel 1769, direttore del giornale «Gazzetta di Milano».

Ottenne in seguito la cattedra di Lettere nelle Scuole Palatine e, dopo la discesa di Napoleone in Italia, fu nominato membro della Municipalità (1796), in una commissione che si occupava della religione e dell’istruzione pubblica, ma ben presto, disapprovando il comportamento dei conquistatori rivoluzionari, fu dimesso dall’ufficio.

Povero e malato, morì a Milano il 15 agosto 1799, pochi mesi dopo il ritorno degli austriaci.

Giuseppe Parini: le opere

Tra le sue opere principali ricordiamo:

  • Le Odi: sono svariate e composte tra il 1757 e il 1795. Delle Odi uscirono due edizioni, una nel 1791, che comprendeva 22 testi, e una nel 1795 che ne comprendeva 25. È possibile riconoscere tre fasi compositive nelle Odi. Le odi della prima fase (1757-1770 circa) sono caratterizzate da temi sociali e civili (La vita rustica, La salubrità dell’aria, L’impostura, L’innesto del vaiuolo, Il bisogno, La musica). La seconda fase (1777-1785) non abbandona la dimensione civile, ma si concentra sulla funzione sociale della cultura e dell’educazione (L’educazione, La laurea, La recita de’ versi). La terza e ultima fase (1787-1795) è caratterizzata dal ripiegamento malinconico e nostalgico sui temi dell’interiorità esistenziale (Il pericolo, Il dono, L’inclita Nice, intitolata anche Il messaggio, Alla Musa).
  • Il giorno: considerato il suo capolavoro, è un poema satirico in endecasillabi sciolti, in cui Parini immagina di essere precettore di un «giovin Signore» durante il Mattino, il Mezzogiorno, il Vespro, la Notte (che sono le quattro parti in cui si divide il poema).
    In qualità di precettore finge di insegnare al giovane nobile come deve comportarsi durante la giornata e quali debbano essere le sue più importanti occupazioni. Così, grazie a questo pretesto, Giuseppe Parini mette in ridicolo la vita frivola, oziosa e vuota degli aristocratici ed esalta, invece, la vita operosa e sana dei contadini e degli operai.
    Il tono dominante del poema è quello dell’ironia, che però si trasforma molto spesso in indignazione nei confronti della società aristocratica superba e crudele, del tutto indifferente ai problemi e alle sofferenze della plebe (per un approfondimento leggi Il giorno: struttura e contenuti, riassunto).

Giuseppe Parini e l’Illuminismo

Come gli Illuministi, Parini credeva:

  • nella concezione della poesia impegnata, ispirata alla concreta realtà e volta a correggere e a trasformare la società;
  • nell’aspirazione a una vita più aderente alle leggi della natura;
  • nell’istanza di un radicale rinnovamento della nobiltà (non intendeva squalificare e condannare la classe aristocratica, ma denunciarne vizi e debolezze al fine di un radicale e fecondo rinnovamento);
  • nell’esigenza di una legislazione intesa più a educare che a punire;
  • nella lotta per una generale moralizzazione del costume;
  • nella necessità di un decisivo ammodernamento dei metodi e delle forme dell’istruzione;
  • nella difesa del progresso scientifico contro l’avversione dei conservatori e contro l’istintiva diffidenza del popolo dominato dall’ignoranza e dalla superstizione.

Ma non mancavano motivi che dividevano il poeta Giuseppe Parini dagli illuministi:

  • gli illuministi incoraggiavano il lusso e i capricci della moda perché vantaggiosi per il commercio, il moralista Parini li condannava come fattori di malcostume e di immoralità;
  • criticava il rifiuto degli illuministi per la cultura classicista, perciò il Parini, pur calando nelle Odi e nel Giorno temi e motivi di carattere illuministico, mantenne sempre il linguaggio su un costante registro di decoro e di eleganza.