Balzac: vita, opere e la Commedia umana

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Balzac: vita, opere e la Commedia umana
Honoré de Balzac

Honoré de Balzac: riassunto di vita e opere. Approfondimento e tematiche de “La commedia umana”.

Honoré de Balzac – vita

Honoré de Balzac nasce a Tours, in Francia, il 20 maggio 1799 da una famiglia della media borghesia. Adolescente, si trasferisce con la famiglia a Parigi e, dopo aver intrapreso gli studi di giurisprudenza, si dedica alla letteratura. Ha però scarso successo e, dopo aver fatto il giornalista, il tipografo e l’editore, si trova a trent’anni senza soldi e pieno di debiti.

Nel 1829 un suo romanzo storico, Les Chouans, riscuote un grande successo e da quel momento Honoré de Balzac avvia una prestigiosa e brillante carriera di romanziere.

Scrittore prolifico e instancabile, raggiunge in breve la fama e la ricchezza, ma con esse arrivano anche i rovesci finanziari dovute a speculazioni arrischiate, le stravaganze e i numerosi amori che, uniti a una stupefacente e a una instancabile attività letteraria, fanno di Balzac una figura affascinante e quasi leggendaria.

La sua genialità è riconosciuta anche da illustri contemporanei, come Victor Hugo e Charles Baudelaire.

Honoré de Balzac muore a Parigi il 18 agosto 1850.

La commedia umana di Honoré de Balzac: approfondimento e tematiche

La maggior parte dei romanzi di Honoré Balzac fa parte del complesso che ha il titolo di Commedia umana. In questa serie di romanzi (ne pubblicò 90 dei 120 previsti) intendeva dare un quadro completo della società del suo tempo, in tutta la molteplicità dei suoi aspetti e dei suoi ambienti. Vi compaiono così l’aristocrazia e il bel mondo, la ricca borghesia, i bottegai, il popolo, la nobiltà di provincia, i contadini, gli impiegati, i giornalisti, gli scrittori, gli artisti, il clero.

Balzac descrive con minuzia quasi maniacale l’aspetto fisico, il carattere, ma anche l’ambiente materiale, gli oggetti tra cui vivono i personaggi, sottolineando le strette corrispondenze tra quei caratteri e quegli ambienti.

Nei romanzi della Commedia umana vi è tutto un mondo, equivalente e parallelo a quello reale, tanto che, afferma Balzac stesso, «può far concorrenza allo stato civile».

Per dare un senso di completezza organica a questo mondo, Honoré de Balzac usa un geniale espediente, destinato poi a larga fortuna in altri romanzieri: i personaggi ritornano da un romanzo all’altro; un personaggio che in un romanzo ha un ruolo marginale, in un altro successivo diviene protagonista, o viceversa.

Questi personaggi sono mossi in genere da grandi passioni, spesso totalizzanti e monomaniache, raffigurate da Balzac in modo elementare ma potente: l’ambizione di Rastignac; la smania di successo di Lucien de Rubempré (protagonista in Illusioni perdute); l’amore paterno di Goriot; l’avariza di Grandet; la lussuria del generale Hulot.

Balzac ama gli intrecci complicati, le scene a forti tinte, a volte persino gli intrighi misteriosi e tenebrosi, che fanno pensare al romanzo d’appendice. Spesso poi lo scrittore usa toni enfatici e melodrammatici, esibisce teorie filosofiche e sociologiche cervellotiche. Ma, nonostante questo, la Commedia umana offre un quadro realistico di estrema precisione e ricchezza della società francese del primo Ottocento. Per questo Balzac è considerato, insieme a Stendhal, il creatore del romanzo realistico, dominante nel XIX secolo.

Fra i romanzi più significativi ricordiamo Eugenia Grandet (1833), Papà Goriot (1834) e la trilogia Illusioni perdute (1837-43).