Anschluss è il termine utilizzato per indicare l’annessione dell’Austria alla Germania nazista ad opera di Adolf Hitler, realizzata il 12 marzo 1938 senza che nessun governo europeo avanzasse obiezioni e tra l’entusiasmo generale della popolazione austriaca.
I motivi dell’annessione (Anschluss) dell’Austria alla Germania
Adolf Hitler credeva nel pangermanesimo, cioè nell’idea che tutti i popoli di lingua e cultura tedesca dovessero vivere in un unico Stato. L’Austria, abitata in maggioranza da tedeschi, doveva quindi far parte della Germania nazista. Inoltre, Hitler stesso era nato in Austria e l’unione per lui aveva anche un forte valore simbolico.
Hitler puntava allo sfruttamento delle risorse austriache, in particolare minerarie e agricole, per sostenere l’industria bellica tedesca, e aveva bisogno degli austriaci come combattenti in vista del Secondo conflitto mondiale.
L’Austria offriva una posizione centrale nel cuore dell’Europa, permettendo alla Germania di accerchiare la Cecoslovacchia (obiettivo successivo di Hitler) e di allargare il fronte verso sud-est.
Oltre a ciò, i trattati di pace che conclusero la Prima guerra mondiale, in particolare il trattato di Versailles (con la Germania) e il trattato di Saint-Germain (con l’Austria) vietavano esplicitamente l’annessione dell’Austria alla Germania, uscita sconfitta dalla Prima guerra mondiale. Con l’annessione, Hitler dimostrava quindi di poter sfidare l’ordine internazionale senza subire conseguenze, rafforzando il suo prestigio interno ed esterno e incoraggiandolo a proseguire nei suoi piani.
12 marzo 1938 – L’esercito nazista tedesco invade l’Austria per formare la Grande Germania
Il 12 marzo 1938, le truppe di Adolf Hitler, austriaco di nascita, tra l’indifferenza internazionale, procedettero all’occupazione del territorio austriaco; non incontrarono nessun tipo di resistenza e non ebbero bisogno di sparare un colpo.
Nelle settimane successive all’anschluss, cioè all’annessione, i nazisti imprigionarono gli oppositori politici. Questi furono deportati in larga parte nei campi di concentramento; con loro anche gli ebrei austriaci. Proprio sul suolo austriaco si allestì il campo di concentramento di Mauthausen.
Un mese dopo circa, il 10 aprile 1938, un plebiscito confermò la volontà popolare sul gradimento dell’unificazione, perché ottenne un risultato indiscutibile: il 99,73% degli austriaci e il 99,08 % dei tedeschi espressero il proprio voto favorevole all’annessione dell’Austria alla Germania nazista.
Anschluss – conseguenze
L’invasione della Cecoslovacchia e della Polonia
Dopo l’annessione dell’Austria, Hitler, rassicurato dall’atteggiamento conciliante di Francia e Gran Bretagna (che non reagirono e scelsero la politica dell’appeasement):
- il 15 marzo 1939 entrò in Cecoslovacchia occupando la Moravia e la Boemia e insediando in Slovacchia un governo formalmente indipendente ma in reatà filonazista;
- il 1° settembre 1939 invase la Polonia, dando inizio alla Seconda guerra mondiale.

