Conferenza e Accordo di Monaco (1938)
I firmatari dell'Accordo di Monaco: da sinistra, Chamberlain, Daladier, Hitler, Mussolini e Ciano

L’accordo di Monaco è l’accordo concluso durante la conferenza a Monaco di Baviera tra il 29 e il 30 settembre 1938. Vi parteciparono i capi di governo di Francia (Edouard Daladier); Regno Unito (Neville Chamberlain, fautore della politica di appeasement, “pacificazione a tutti i costi”); Italia (Benito Mussolini) e Germania (Adolf Hitler), per risolvere pacificamente la questione dei Sudeti.

La questione dei Sudeti

La questione austriaca (Anschluss) si era appena conclusa e già Hitler avanzava una nuova rivendicazione, anch’essa fondata su motivi etnici: quella riguardante i Sudeti. Si trattava di 3 milioni di tedeschi che vivevano lungo le regioni di confine dell’attuale Repubblica Ceca e in alcune aree interne di Boemia e Moravia. Per Hitler quei territori dovevano necessariamente essere riuniti sotto la bandiera del Terzo Reich.

Neville Chamberlain, il primo ministro inglese, al fine di scongiurare l’invasione della Cecoslovacchia, per ben due volte invitò Hitler a un compromesso (settembre 1938), ma fu inutile.

Conferenza e accordo di Monaco

Alla fine di settembre, quando ormai l’Europa si stava preparando a una guerra che sembrava inevitabile (la seconda guerra mondiale), Hitler accettò la proposta di un incontro con i capi di governo di Gran Bretagna, Francia e Italia. La proposta era stata avanzata da Mussolini su suggerimento di Chamberlain. La Cecoslovacchia, il cui destino venne deciso nel corso delle trattative, non fu invitata a partecipare.

Al termine dell’incontro, i capi di governo di Francia, Regno Unito, Italia e Germania firmarono l’Accordo di Monaco: la regione dei Sudeti entrò a far parte del Terzo Reich e la Cecoslovacchia perse circa 26mila chilometri quadrati.

Il disonore e la guerra

Chamberlain, Daladier e lo stesso Mussolini, al rientro in patria, furono accolti e acclamati come salvatori della pace. Ma quella salvata a Monaco era una pace fragile e precaria. Il commento più appropriato fu quello di Winston Churchill: «Potevano scegliere tra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra».

Hitler conquistò militarmente l’intera Cecoslovacchia (marzo 1939). Nel tentativo di compensare il potere tedesco, le truppe italiane occuparono l’Albania (aprile 1939).

Poco dopo Galeazzo Ciano e Ribbentrop, ministri degli esteri italiano e tedesco, firmarono il Patto d’Acciaio (22 maggio 1939) con cui le due potenze si promettevano aiuto reciproco in caso di guerra.

L’URSS di Stalin, temendo ambizioni tedesche sull’est europeo, siglò con Hitler il Patto Molotov-Ribbentrop (23 agosto 1939) con cui le due potenze si promettevano aiuto reciproco in caso di guerra, oltre alla spartizione della Polonia.

Il 1° settembre 1939 ebbe inizio la Seconda guerra mondiale, con l’attacco della Germania nazista alla Polonia.