Winston Churchill: biografia e carriera politica
Winston Churchill: biografia e carriera politica

Winston Churchill nasce il 30 novembre 1874 nel castello di Blenheim, nella contea di Oxford, da Lord Randolph, duca di Marlborough e politico conservatore, e dalla statunitense Jenny Jerome, figlia di un noto finanziere e affarista.

Dopo una carriera scolastica non particolarmente brillante, nel 1894 Winston Churchill entra nell’Accademia militare reale di Sandhurst e si arruola nell’esercito. Partecipa a spedizioni militari coloniali (in India e a Omdurman, nel Sudan), anche come corrispondente di guerra di grandi giornali londinesi.

In tale qualità, lasciato l’esercito, si reca nel Sud Africa durante il conflitto contro i Boeri; cade prigioniero e trasferito nel campo di concentramento di Pretoria, da cui però riesce a evadere (1899).

Carriera politica di Winston Churchill (1900-1939)

Tornato in Gran Bretagna, riprende a dedicarsi all’attività politica con i conservatori e nel 1900 è eletto alla Camera dei Comuni. Nel 1904, contrario alle politiche protezioniste dei Tories, entra nel Partito liberale.

Negli anni seguenti ricopre diversi incarichi governativi, propone molte misure sociali contro lo sfruttamento sul lavoro, mentre si oppone alla concessione del diritto di voto alle donne.

Nel 1908 sposa Clementine Hozier, che rimarrà la sua compagna per tutta la vita.

Nel 1911, Winston Churchill è nominato primo Lord dell’Ammiragliato (ministro della Marina militare). Sostenitore entusiasta della nascente aviazione, decide di dotare la Marina di aerei per difendere i porti e le installazioni navali; prende lezioni di volo egli stesso. Si dimette dall’incarico nel 1915, dopo l’insuccesso della spedizione a Gallipoli contro l’Impero ottomano nella Prima guerra mondiale.

Tra il 1917 e il 1918, è nominato ministro degli Armamenti; nel 1918 è nominato ministro della Guerra e dell’Areonautica: anticomunista convinto, sostiene l’intervento britannico e alleato contro il movimento bolscevico affermatosi in Russia con la Rivoluzione dell’ottobre 1917.

Nel 1921 Churchill diventa Segretario di Stato per le Colonie nel governo di coalizione di Lloyd George. Il crollo della coalizione (1922) gli fa perdere il dicastero e il seggio di deputato e lo spinge ad abbandonare il partito liberale.

Trascorre due anni lontano dalla politica, dedicandosi agli studi storici e al suo hobby, la pittura.

Nel 1924 rientra nel partito conservatore e diventa cancelliere dello Scacchiere (ministro delle Finanze) nel nuovo governo. Come cancelliere dello Scacchiere, Churchill decide il ritorno alla convertibilità aurea per le pressioni dell’alta finanza londinese. La grande crisi del 1929 lo rigetta nell’isolamento.

Nel 1929 tornano al governo i laburisti e Churchill, per dieci anni, non ha incarichi nell’esecutivo. In questo periodo rimane isolato anche nel partito conservatore, esprimendo posizioni autonome: ad esempio, si oppone a ogni apertura verso le istanze di Gandhi e del movimento per l’autonomia dell’India.

Nel 1933 è il primo a esprimere timori per gli scenari che si stanno aprendo con l’avvento del nazismo al potere. Negli anni seguenti esprime posizioni durissime sia contro Hitler che contro Mussolini, che precedentemente ha lodato per la sua lotta contro il comunismo. Critica duramente gli accordi di Monaco (settembre 1938), commentando: «Tutto è finito. […] Ci troviamo di fronte a un disastro di prima grandezza piombato addosso alla Francia e all’Inghilterra».

Winston Churchill e la Seconda guerra mondiale

Il 3 settembre 1939, all’inizio della Seconda guerra mondiale, Churchill è nominato nuovamente primo Lord dell’Ammiragliato. Durante l’invasione dell’Inghilterra da parte di Hitler, si fa vedere spesso per le strade, tra macerie e feriti. Diventa così il simbolo della lotta e della riscossa contro i tedeschi. In uno dei suoi più famosi discorsi, afferma: «andremo fino in fondo; combatteremo in Francia, combatteremo sui mari e sugli oceani, combatteremo con sempre maggiore fiducia e rinnovata forza in aria, difenderemo la nostra isola, a qualunque prezzo; combatteremo sulle spiagge, combatteremo nei campi e sugli alberi, combatteremo sulle colline; non ci arrenderemo mai».

Il 10 maggio 1940, dopo l’attacco tedesco alla Francia, è nominato primo ministro in un governo di coalizione. Nel suo primo discorso, destinato a restare famoso, fissa come unico obiettivo la vittoria contro il nazismo: «Chiedete qual è la nostra politica? Rispondo che è condurre la guerra per mare, per terra e per aria, con tutto il nostro potere e con tutta la forza che Dio può darci; […]. Chiedete qual è il nostro scopo? Rispondo con una parola sola: vittoria, vittoria a ogni costo, vittoria malgrado tutto il terrore, vittoria, per quanto la strada possa essere lunga e ardua; senza vittoria infatti non c’è sopravvivenza».

La sua popolarità cresce e i suoi discorsi ispirano la resistenza di tutte le forze alleate contro la Germania. Dopo la resa della Germania nel maggio 1945, Churchill sfila trionfante, levando le dita nel segno di vittoria che diventa uno dei suoi gesti più famosi.

Ultimi anni e morte

Nonostante il successo, nel luglio del 1945 è sconfitto nelle elezioni dai laburisti. Il 5 marzo 1946, durante un viaggio negli Stati Uniti, pronuncia il celebre discorso in cui denuncia le tendenze imperialistiche di Stalin. Il 26 ottobre 1951 è nuovamente nominato primo ministro e si impegna soprattutto a stringere legami più forti con gli USA in chiave antisovietica. Nel 1953 riceve il Premio Nobel per la Letteratura, per la sua opera storica Second World War (“La seconda guerra mondiale”).

Il 5 aprile 1955 dà le sue dimissioni. Muore il 24 gennaio 1965 in seguito a un attacco di cuore che lo aveva colpito due settimane prima. Ai suoi funerali, interviene, insieme con molti regnanti e capi di Stato, anche la regina Elisabetta, contro ogni precedente tradizione.

Winston Churchill si è affermato come un grande capo di Stato; una personalità di eccezionale energia morale e intellettuale; una mente politica di vedute vaste e originali nel quadro del conservatorismo inglese ed europeo.

È stato anche un acuto studioso di storia, capace di accoppiare erudizione e interpretazione critica; un pittore dilettante di buona mano.

Tra i suoi numerosi scritti, ricordiamo: Vita di lord Randolph Churchill (1906), La crisi mondiale (4 volumi, 1923-1929), Marlborough (4 volumi, 1933-1938), La seconda guerra mondiale (6 volumi, 1948-1953), Storia dei popoli di lingua inglese (4 volumi 1956-1958).