Cos’è il Patto d’Acciaio

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il patto d'acciaio
La firma del Patto d'Acciaio tra i ministri degli Esteri Galeazzo Ciano e Joachim Von Ribbentrop, alla presenza di Hitler

Il Patto d’Acciaio fu firmato il 22 maggio 1939 fra la Germania nazista e l’Italia fascista, nella cancelleria del Reich, a Berlino, dai Ministri degli Esteri Joachim Von Ribbentrop e Galeazzo Ciano. La durata del trattato era definita in dieci anni a decorrere dal momento della sua firma. La durata era rinnovabile su richiesta di uno dei due Stati firmatari.

Il Patto d’Acciaio: le ragioni e i contenuti

Mussolini era convinto che l’Italia non potesse restare neutrale nello scontro che si andava profilando; era inoltre sicuro della superiorità della Germania. Decise quindi di accettare le pressanti richieste tedesche di trasformare il generico vincolo dell’Asse Roma Berlino in una vera e propria alleanza militare, chiamata Patto d’Acciaio.

Il patto stabiliva che, se una delle due parti si fosse trovata impegnata in un conflitto per una causa qualsiasi (dunque anche in veste di aggressore), l’altra era obbligata a scendere in campo al suo fianco e «sostenerla con tutte le sue forze militari per terra, per mare e nell’aria».

Mussolini e il ministro degli Esteri Galeazzo Ciano accettarono un impegno così grave pur sapendo che l’Italia non era preparata militarmente a un conflitto europeo; si fidarono delle assicurazioni di Hitler circa la sua intenzione di non scatenare la guerra prima di due o tre anni.

Il patto di non aggressione tra Germania e Russia

In realtà, nel maggio del ’39, lo Stato maggiore tedesco stava già preparando i piani per l’invasione della Polonia; mentre il 23 agosto dello stesso anno i ministri degli Esteri tedesco e sovietico, Ribbentrop e Molotov, firmarono a Mosca un patto di non aggressione (il Patto Molotov-Ribbentrop clicca qui) senza prendere in considerazione il parere di Mussolini.

Attacco alla Polonia e annullamento del Patto d’Acciaio

Il 1° settembre 1939, le truppe tedesche attaccarono la Polonia, dando inizio alla Seconda guerra mondiale; il giorno stesso l’Italia si affrettò a proclamare la sua «non belligeranza», che proseguì fino alla sua entrata in guerra, il 10 giugno 1940.

Il Patto d’Acciaio restò in vigore fino al luglio del 1943, quando con la caduta del fascismo e la firma dell’armistizio con gli alleati da parte del re (annunciato l’8 settembre 1943), risulterà annullato, anche se l’alleanza con la Germania verrà portata avanti dalla Repubblica di Salò.