Mosaico raffigurante l'imperatore romano Costantino I, particolare, Basilica diSanta Sofia (Instanbul, Turchia)
Mosaico bizantino raffigurante l'imperatore romano Costantino I, particolare, Basilica di Santa Sofia (Instanbul, Turchia)

Flavio Valerio Costantino, conosciuto anche come Costantino il Grande o Costantino I, nacque il 27 febbraio del 274 a Naisso, nell’odierna Serbia, da Costanzo Cloro e dalla sua concubina Elena.

Della sua giovinezza si sa poco, tanto che anche la data di nascita è incerta. Sappiamo che, quando il padre Costanzo Cloro nel 294 fu scelto come cesare, dovette inviarlo in ostaggio alla corte imperiale di Diocleziano a Nicomedia. Qui Costantino fu educato e cominciò la sua carriera militare, partecipando alle campagne di Diocleziano in Egitto (296) e di Galerio contro i Persiani.
Nel 305 raggiunse il padre Costanzo Cloro, divenuto l’augusto d’Occidente. L’anno successivo Costanzo Cloro venne ucciso mentre era impegnato in una campagna militare in Britannia. A quel punto le sue legioni proclamarono imperatore il figlio di Costanzo, Costantino: era il 25 luglio del 306.

Intanto a Roma i pretoriani (un corpo militare istituito da Augusto nel 27 a.C.) e la plebe romana elessero imperatore Massenzio. Lo scontro tra i due pretendenti al trono divenne inevitabile e si protrasse per anni fino a che il 28 ottobre del 312 Costantino sconfisse Massenzio nella battaglia di Ponte Milvio, presso Roma, rimanendo l’unico padrone dell’Occidente.

Ora l’Impero si trovava a essere governato da due augusti: Costantino (regnava sull’Occidente) e Licinio (regnava sull’Oriente).

Secondo una tradizione leggendaria, Dio sarebbe apparso in sogno a Costantino prima della battaglia di Ponte Milvio ordinandogli di porre sugli scudi dei suoi soldati il simbolo cristiano della croce per ottenere la vittoria. Egli lo fece e sconfisse Massenzio. Da qui sarebbero derivate la sua personale conversione al cristianesimo e la sua legislazione a favore dei cristiani: l’editto di Milano del 313, due anni dopo l’editto di Galerio o editto di Serdica.

In realtà Costantino considerava la religione cristiana un potente strumento di governo e un ottimo mezzo per consolidare il proprio potere. Le chiese vennero ricostruite e dotate di beni, la Chiesa fu esentata dal pagamento di tasse e fu autorizzata a ricevere le eredità, il clero ebbe tribunali separati.

In campo amministrativo, Costantino perfezionò le riforme di Diocleziano. Egli mantenne le dodici diocesi create da Diocleziano e le raggruppò in quattro grandi prefetture: quella d’Oriente, quella d’Italia, quella delle Gallie e quella d’Africa. Si creò così una ben precisa gerarchia civile tra i quattro prefetti, i governatori delle diocesi e i presidi delle province. I poteri militari di ogni singola provincia erano invece detenuti dal magister militum e dal magister equitum, che dipendevano direttamente dall’imperatore. Accanto alla carriera civile e militare figurava quella ecclesiastica, ormai integrata nell’Impero in quanto Costantino aveva provveduto ad assegnare poteri giurisdizionali ai vescovi e compiti assistenziali alle chiese.

Nel 309-310 introdusse una riforma monetaria: fece coniare il solidus d’oro, a vantaggio delle classi ricche. Gli scambi, col tempo, andarono orientandosi verso il baratto, in linea del resto con il generale declino economico.

Costantino e Licinio condivisero il potere per alcuni anni, ma Costantino perseguiva una politica di favore per i cristiani, mentre Licinio proteggeva i pagani. Questo acuì lo scontro tra i due, che infine scesero in guerra. Il 18 settembre 324 Licinio fu sconfitto da Costantino nella battaglia di Crisopoli (Asia Minore). Costantino era ora l’unico padrone dell’Impero Romano. La tetrarchia cessava di esistere.

L’anno successivo, il 325, Costantino convocò e presiedette il primo concilio ecumenico della storia, quello di Nicea. Esso si concluse con la condanna della dottrina di Ario come eretica (per un approfondimento leggi Ario e l’Arianesimo riassunto).

Un altro atto di Costantino destinato ad avere conseguenze incalcolabili sul futuro dell’umanità fu la fondazione di una nuova capitale: Costantinopoli, edificata sul Bosforo nel 330. Da questa data, si fa iniziare la civiltà bizantina, destinata a sopravvivere a quella romana per mille anni.
La creazione di una nuova capitale era necessaria per fronteggiare il Regno dei Persiani e le invasioni che provenivano da Est, ma era nello stesso tempo la presa d’atto che la parte più importante dell’Impero era ormai l’Oriente. Costantinopoli rimase per secoli un centro politico, religioso e culturale di straordinaria importanza, un faro di civiltà per il mondo. Per un approfondimento leggi qui

Costantino I morì di malattia il 22 maggio del 337 e immediatamente si scatenarono sanguinose lotte per la conquista del trono tra i tre figli di Costantino: Costante, Costanzo II e Costantino II. Nel 353 prevalse Costanzo II.