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La battaglia di Ponte Milvio si svolse a Roma, il 28 ottobre del 312 d.C. tra gli eserciti di Massenzio e di Costantino. La posta in gioco era il controllo dell’Impero romano d’Occidente. Vinse Costantino, proclamato augusto d’Occidente, mentre in Oriente il potere passò al generale Licinio. La vittoria di Costantino decretò la fine del governo tetrarchico istituito da Diocleziano. L’anno successivo, nel 313, Costantino e Licinio emanarono l’Editto di Milano, sancendo la libertà di culto per i cristiani.
La spartizione del governo durò qualche anno, fino a che, nel 324 d.C., Costantino tolse anche l’Oriente a Licinio e rimase imperatore unico di tutto l’Impero romano fino alla morte, nel 337 d.C.
Battaglia di Ponte Milvio – Il contesto storico
Nel 305, in base a quanto stabilito dall’ordinamento tetrarchico, Diocleziano abdicò, costringendo il suo collega Massimiano a fare lo stesso.
L’impero passò allora nelle mani dei due cesari Costanzo Cloro (305-306) e Galerio (305-311). Essi assunsero il titolo di augusto rispettivamente di Occidente e di Oriente dell’Impero romano. A loro volta, i nuovi augusti scelsero e nominarono i nuovi cesari, rispettivamente Flavio Valerio Severo e Massimino Daia.
Dopo solo un anno, nel 306, Costanzo Cloro, l’augusto d’Occidente, morì mentre era impegnato in una campagna militare in Britannia; il cesare d’Occidente, Flavio Valerio Severo, fu quindi nominato augusto di Occidente.
Le legioni stanziate in Britannia però proclamarono contemporaneamente augusto d’Occidente, Costantino il figlio di Costanzo Cloro. Per evitare la guerra civile, intervenne l’augusto d’Oriente Galerio: nell’estate del 306, Costantino rinunciò al titolo di augusto e accettò di essere nominato cesare dell’augusto Flavio Valerio Severo.
Nell’autunno del 306, i pretoriani e il senato romano nominarono Massenzio, il figlio di Massimiano, augusto di Occidente. Nel 307 Flavio Valerio Severo, augusto d’Occidente, mosse allora guerra a Massenzio, usurpatore a Roma; fu però costretto ad arrendersi a causa della diserzione in massa dei propri legionari, molti dei quali fedeli a Massenzio. Fatto prigioniero, Flavio Valerio Severo fu condannato a morte da Massenzio.
Morto Flavio Valerio Severo, nel 308 Galerio nominò come nuovo augusto d’Occidente Licinio, mentre Costantino mantenne il titolo di cesare di Occidente al fianco di Licinio.
Negli anni che seguirono, Massenzio accusò via via una rapida fase di decadenza. Perse infatti gli appoggi politici interni e molti ufficiali militari, fino allora schierati dalla sua parte, passarono dalla parte di Costantino.
La svolta decisiva si verificò nel maggio del 311 con la morte di Galerio, l’augusto d’Oriente. Lo scontro tra Costantino e Massenzio divenne inevitabile.
La Battaglia di Ponte Milvio – svolgimento
Costantino, radunato un grande esercito che comprendeva anche prigionieri barbari, si diresse verso l’Italia. Sconfisse le forze di Massenzio sia a Torino (giugno 312) che a Verona (agosto 312), per poi arrivare a Roma.
La battaglia decisiva tra Massenzio, figlio di Massimiano, e Costantino, figlio di Costanzo Cloro, si svolse il 28 ottobre del 312 a Roma, presso ponte Milvio.
Massenzio fece distruggere il ponte Milvio in calcestruzzo e lo fece sostituire con un ponte di barche, che a un suo comando sarebbe stato aperto al passaggio delle truppe avversarie, facendole così precipitare nel Tevere. Poi, l’esercito di Massenzio si schierò sulla parte opposta del Tevere, in posizione d’attacco.
Lo scontro fu molto cruento e rimase a lungo incerto, fino all’intervento risolutivo della cavalleria di Costantino che mise in fuga gli avversari, i quali si servirono proprio di quel ponte di barche, che crollò proprio sotto di loro.
Massenzio finì annegato nel Tevere insieme a molti dei suoi soldati. Il corpo di Massenzio fu poi estratto dal fiume e decapitato; la sua testa fu fatta sfilare per le strade di Roma il giorno successivo alla battaglia.
La visione di Costantino
La tradizione storiografica cristiana racconta che la notte prima della battaglia, Costantino vide in sogno Gesù Cristo che lo invitava a combattere sotto l’insegna del simbolo cristiano – le lettere greche chi (X) e rho (P), iniziali del nome di Cristo (Chr) – e sotto la profezia “In hoc signo vinces” (“Sotto questo segno vincerai”).
Le lettere furono dipinte sullo scudo dei soldati e il trionfo di Costantino fu completo. Le truppe avversarie furono infatti annientate e lo stesso Massenzio morì annegato nel Tevere. La vittoria di Ponte Milvio venne così interpretata come la volontà di Dio e la conseguente vittoria del cristianesimo sul paganesimo. Il potere imperiale si legò a una religione, quella cristiana, che, sempre più diffusa, era un potente fattore di unione.
Battaglia di Ponte Milvio – conseguenze
L’impero si trovava ora a essere governato da due augusti: Costantino, che era di gran lunga il più autorevole, e Licinio, che era stato suo alleato nella contesa dinastica. Il primo regnava sull’Occidente, il secondo sull’Oriente.
Dopo la vittoria, Costantino si avvicinò progressivamente al cristianesimo. Ufficialmente, però, rimase pagano e mantenne le prerogative previste per l’imperatore nella religione tradizionale. Tuttavia, nell’opinione pubblica si era affermato un bisogno di tolleranza nei confronti del cristianesimo, anche in considerazione della crescente diffusione di questa religione. Costantino condivideva questa esigenza e riuscì a raggiungere un compromesso con Licinio.
Editto di Milano
Nel 313 i due sovrani, riunitisi a Milano, emanarono il cosiddetto editto di Milano. Con l’editto di Milano, il cristianesimo fu dichiarato religione lecita, al pari di tutti gli altri culti liberamente praticati nell’impero. Si apriva così una nuova epoca nella storia dell’umanità: dopo circa tre secoli di persecuzioni e discriminazioni, i Cristiani ora potevano venerare apertamente il loro Dio.
Termina la tetrarchia di Diocleziano e l’impero torna nelle mani di un’unica persona: Costantino
L’alleanza tra Costantino e Licinio ebbe però breve durata e fin dal 314 iniziarono a combattersi. Nel 324, infine, Costantino sconfisse Licinio a Crisopoli e lo fece uccidere poco dopo.
Costantino era rimasto unico sovrano, riunificando l’Impero romano e segnando la fine definitiva della tetrarchia voluta da Diocleziano.
Nota. Il cristianesimo sarà riconosciuto religione di Stato solo nel 380 con l’editto di Tessalonica dell’imperatore Teodosio I il Grande.

