Editto di Tessalonica o Editto di Teodosio - Moneta con l'effigie di Teodosio I il Grande, IV secolo d.C.
Editto di Tessalonica o Editto di Teodosio - Moneta con l'effigie di Teodosio I il Grande, IV secolo d.C.

Editto di Tessalonica – Il 27 febbraio del 380 d.C. a Tessalonica (oggi Salonicco in Grecia) Teodosio I, detto il Grande, nato nel 347 e imperatore romano dal 379 fino alla sua morte (395), emanò un editto, l’editto di Tessalonica, con il quale stabilì che l’unica religione ammessa all’interno dell’Impero di Roma fosse il cristianesimo, nella versione stabilita dal concilio di Nicea del 325.

Con l’editto di Tessalonica l’imperatore Teodosio mise di fatto fuori legge sia i riti politeisti sia le eresie cristiane, prima fra tutte l’arianesimola dottrina elaborata da Ario (256-336), un prete di Alessandria che negava la natura divina di Cristo, sostenendo che questi non era della stessa sostanza del Padre, ma solo simile. Per un approfondimento leggi Ario e l’Arianesimo riassunto.

In seguito all’editto di Tessalonica, Teodosio, con una serie di ulteriori editti emanati tra il 381 e il 392, proibì i culti pubblici (tra questi quelli dedicati alla dea Vesta) e fece chiudere tutti i templi pagani.

Con Teodosio il cristianesimo diventava dunque la religione dell’Impero romano, che diventava così un Impero cristiano.