Il cristianesimo trae origine dalla predicazione di Gesù di Nazareth, nella Palestina del I secolo d.C., all’interno dell’ebraismo, per poi strutturarsi come religione autonoma grazie agli apostoli e all’opera missionaria di Paolo di Tarso.
Il cristianesimo – nascita
Gesù nacque durante l’impero di Ottaviano Augusto, nella città di Betlemme, in Giudea, sotto il regno di Erode il Grande. La sua predicazione iniziò verso i trent’anni, in Galilea, dove reclutò i primi discepoli. Il suo messaggio religioso si basava su alcuni principi: la pace, l’uguaglianza e la fratellanza tra tutti gli esseri umani, il rifiuto della violenza e l’esistenza di un unico Dio, di cui si dichiarava Figlio.
La predicazione di Gesù, accompagnata da guarigioni miracolose e da altri prodigi, suscitò, anche a Gerusalemme, l’entusiasmo popolare; provocò però al tempo stesso il risentimento dei Farisei e dei Sadducei, dei quali Gesù criticava il formalismo religioso, la corruzione e l’attaccamento al potere. Suscitava inoltre scalpore, soprattutto tra i Sadducei, il fatto che egli si rivolgesse in primo luogo ai poveri e ai diseredati e che li considerasse più vicini a Dio dei ricchi.
Si diffuse allora il timore di agitazioni sociali. La classe dirigente giudaica, d’intesa con l’autorità romana, decise quindi d’intervenire. Nel 33 d.C. Gesù fu arrestato e giudicato prima dal Sinedrio, che lo accusarono di bestemmia per essersi proclamato il Cristo e il Figlio di Dio, e poi, poiché le autorità ebraiche non avevano l’autorità per eseguire una condanna a morte, i capi religiosi portarono Gesù dal prefetto della provincia romana di Giudea (durante l’impero di Tiberio) Ponzio Pilato, che lo condannò a morte con il supplizio della crocifissione, una pena riservata ai peggiori criminali.
Diffusione del cristianesimo
Dopo la morte di Gesù, gli apostoli diffusero la nuova religione, prima in Asia Minore e in Africa, poi anche a Roma. Essi predicavano che Dio si era incarnato in Gesù di Nazareth, il Messia, e che questi era risorto e apparso di nuovo ai suoi discepoli, dimostrando il trionfo di Dio sulla morte.
Intorno al 60 d.C., nonostante le persecuzioni attuate dalle autorità religiose ebraiche, comunità di cristiani, che praticavano la loro fede in segreto, si erano oramai radicate in tutto l’Oriente romano e a Roma.
L’importanza di Paolo di Tarso nella diffusione del cristianesimo
Tra gli apostoli un ruolo eccezionale venne ricoperto da Paolo di Tarso (5-67 d.C.), un ebreo convertito. L’importanza di Paolo di Tarso (San Paolo) nella diffusione del cristianesimo fu enorme. Egli a partire dal 44 d.C. si dedicò a lunghi viaggi in tutto il Mediterraneo orientale, durante i quali fondò numerose comunità. Con lui l’annuncio cristiano divenne davvero universale: Gesù Cristo non era più solo il Messia degli Ebrei, ma il Salvatore di tutta l’umanità.
I motivi principali del successo del cristianesimo nel mondo
Il successo globale del cristianesimo derivano da motivi storici e culturali: innanzitutto il suo carattere universalistico, perché il nuovo messaggio non privilegiava un popolo “eletto”, ma si rivolgeva a tutti, indipendentemente dal ceto, dal genere o dalla provenienza. Occorre poi tenere in considerazione l’aspetto comunitario del cristianesimo: il fedele si trovava sempre inserito in un gruppo dove poteva trovare sostegno e conforto insieme alla promessa delle vita eterna, una speranza cui era difficile rinunciare. Il cristianesimo promosse una maggiore tutela femminile rispetto al mondo greco e romano. Questo favorì una massiccia presenza di donne convertite, che a loro volta influenzarono la conversione dei nuclei familiari.
Persecuzioni
La difficoltà più grande che il cristianesimo incontrò durante la sua diffusione nei primi secoli fu quella delle persecuzioni, terminate ufficialmente con l’editto di Costantino nel 313 d.C.
Cause
Nonostante la tolleranza dei Romani in materia religiosa, molti princìpi cristiani erano potenzialmente in contrasto con la mentalità corrente e con il potere. I cristiani, ad esempio, non accettavano di offrire sacrifici agli dèi pagani o all’imperatore, che i Romani veneravano come una divinità. Questo rifiuto era giudicato un atto di tradimento.
Inoltre, i valori praticati dai cristiani – per esempio l’uguaglianza tra gli uomini, liberi e schiavi, ricchi e poveri, alleati e nemici; il disprezzo della ricchezza; il rifiuto della violenza e del servizio militare; – erano molto diversi o addirittura contrari rispetto a quelli della società del tempo. Oltretutto, il raccogliersi dei cristiani in comunità separate e legate da una forte identità destava sospetto e diffidenza. Perciò i cristiani apparivano sudditi inaffidabili e pericolosi e diventarono un facile capro espiatorio per ogni difficoltà o evento funesto, come nel caso dell’incendio di Roma nel 64 d.C., per il quale l’imperatore Nerone accusò i cristiani, dando il via alla prima persecuzione contro i cristiani, durante la quale furono martirizzati i due apostoli Pietro (tramite crocifissione) e Paolo (per decapitazione).
I protagonisti
Le persecuzioni più gravi avvennero sotto gli imperatori Decio (249-251) e Valeriano (253-260). L’ultima persecuzione fu ordinata nel 303 dall’imperatore Diocleziano ma, come le precedenti, non riuscì a fermare la diffusione della nuova religione. I cristiani, tuttavia, non si ribellarono mai alle persecuzioni compiute dagli imperatori, accettarono ogni tortura e violenza, perché il martirio era per loro un’estrema forma di testimonianza della loro fede, per seguire l’esempio del sacrificio di Gesù. Per continuare a pregare e a celebrare le cerimonie religiose si radunavano in segreto nelle catacombe.
Il trionfo del cristianesimo
Con l’editto di Milano di Costantino e Licinio, nel 313 d.C., l’Impero romano cambiò completamente strategia e venne a patti con la nuova religione. L’imperatore Costantino capì infatti che la religione cristiana poteva fornire un sostegno a un impero ormai in crisi. L’editto di Milano concesse perciò anche ai cristiani la libertà di culto. In questo modo i cristiani non dovettero più nascondersi e iniziarono a costruire le prime chiese, dove professavano liberamente il proprio culto.
Il cristianesimo trionfò sotto Teodosio il Grande (379-395), che nel 380, con l’editto di Tessalonica, fece del cristianesimo l’unica religione ammessa nell’Impero, proibendo quindi tutte le altre fedi.
Per un approfondimento leggi Persecuzione dei cristiani nell’Impero romano.

