I Regni romano-germanici tra il V e il VI secolo
I Regni romano-germanici tra il V e il VI secolo

I Regni romano-germanici si formarono nei territori dell’Impero romano d’occidente caduto nel 476, con la deposizione di Romolo Augustolo da parte di Odoacre, re dei Goti.

Gli storici ottocenteschi li chiamarono Regni romano-barbarici e non Regni romano-germanici perché adottarono la definizione data dagli antichi scrittori cristiani, che all’inizio considerarono i Germani dei barbari devastatori – responsabili con la loro violenza della fine di una delle civiltà più grandi della Storia – e dei nemici della fede. Molti di loro, infatti, si erano convertiti al cristianesimo, ma avevano abbracciato l’arianesimo mentre altri erano rimasti pagani.

I principali Regni romano-germanici formatisi in Europa fra il V e il VI secolo furono:

  • in Gallia, il Regno dei Burgundi e il Regno dei Franchi;
  • nella penisola iberica e in Gallia meridionale, il Regno dei Visigoti;
  • nella penisola italica, il Regno degli Ostrogoti;
  • nell’Africa settentrionale, il Regno dei Vandali;
  • in Britannia, i Regni Anglo-Sassoni.

I Burgundi si stanziarono nella Francia sudorientale nel 443 e costituirono un regno che durò fino alla conquista dei Franchi nel 534; i Burgundi si sparsero allora tra la popolazione romana, adottandone la lingua e la religione cattolica.

I Franchi, stanziati in origine lungo il basso corso del Reno, tra il 486 e il 496, con il re Clodoveo, di stirpe merovingia, si espansero occupando l’intera area dell’attuale Francia e un buon tratto della Germania, grazie anche all’appoggio della Chiesa cattolica. Nel 496 Clodoveo si convertì al cattolicesimo.
I Franchi si accontentarono di confiscare ai Romani solo porzioni minime dei loro territori. Ciò favorì una pacifica convivenza tra i Franchi e l’aristocrazia gallo-romana, alla quale fu affidata l’amministrazione del regno. Alla morte di Clodoveo il regno fu diviso tra i figli (per un approfondimento leggi qui).

Inizialmente i Visigoti si stabilirono nella Gallia meridionale su decisione del governo romano, per poi espandersi conquistando la penisola iberica.
Il Regno dei Visigoti nella Gallia meridionale raggiunse l’apogeo con Eurico (466-484). Nel 507 i Franchi di Clodoveo sconfissero il re Alarico II e conquistarono la regione.
Maggiore importanza e durata ebbe il regno che i Visigoti fondarono in Spagna. Il regno dei Visigoti in Spagna comprendeva quasi tutta la penisola iberica (dopo la conquista del Regno dei Suebi nel 585) e aveva come capitale Toledo. Nel 586 il re Recaredo si convertì al Cattolicesimo facendone la religione di Stato. Il regno dei Visigoti in Spagna fu conquistato dagli Arabi, che nel 711 sconfissero il re Roderico.

Gli Ostrogoti arrivarono nella penisola italica guidati dal re Teodorico in nome dell’imperatore d’Oriente Zenone. Zenone era preoccupato delle mire espansive del re goto Odoacre che, dopo la deposizione di Romolo Augustolo, aveva governato l’Italia per una decina di anni.
Essendo un inviato di Zenone, Teodorico fu per l’Italia soltanto un funzionario amministrativo, mentre conservò il titolo di re degli Ostrogoti: per i Romani poteva emanare solo delle ordinanze, come rappresentante dell’imperatore, mentre poteva emanare leggi per gli Ostrogoti. Teodorico cercò di realizzare una politica di pacifica convivenza tra Barbari e Romani, assegnando ai primi responsabilità militari e ai secondi l’amministrazione dello Stato. Romani e Ostrogoti erano inoltre divisi dalla religione: cattolici gli uni, ariani gli altri.
Morto Teodorico nel 526, il regno fu sconvolto da disordini culminanti nell’uccisione della regina Amalasunta (figlia di Teodorico). Con la Guerra greco-gotica (535-553) Giustiniano cacciò gli Ostrogti dall’Italia.

I Vandali sbarcarono in Africa settentrionale nel 429 e in dieci anni conquistarono l’intera provincia instaurando un vero e proprio dominio. Confiscarono molte proprietà romane e, poiché erano di fede ariana, perseguitarono i cattolici. La loro cultura si basava sulla guerra e sulla razzia e, allestita una flotta, si dedicarono principalmente alla pirateria, arrivando a minacciare anche il litorale italiano e greco. Nel 455 saccheggiarono Roma.
Il regno dei Vandali si indebolì alla morte di Genserico per lo scontro tra re e nobili; nel 534 fu conquistato dalle truppe di Giustiniano, guidate da Belisario.

In Britannia giunsero gli Angli e i Sassoni, che cancellarono in tempi brevi ogni traccia della civiltà romana, che aveva sempre avuto nell’isola un debole insediamento.

Nei Regni romano-germanici o romano-barbarici la convivenza tra Barbari e Romani non fu semplice. Dove si realizzò i regni prosperarono. I Germani detenevano il potere militare, ma erano inferiori di numero ai Romani, che controllavano l’amministrazione civile.

A lungo, la religione fu un elemento di divisione perché i Germani erano quasi tutti fedeli all’arianesimo, considerato eresia dalla Chiesa cattolica. Quest’ultima però riuscì a convertire diverse popolazioni, a partire dai loro re.

Anche il diritto, scritto per i Romani, orale e consuetudinario per i Germani, rendeva difficile l’integrazione: ogni popolo rispondeva al proprio codice legislativo.

Dal punto di vista sociale, l’aristocrazia fondiaria germanica si fuse, con il tempo, con quella romana, mentre le classi popolari e servili continuarono ad esere sottomesse ai loro padroni, nuovi e antichi.

Infine, i centri urbani conobbero un’ulteriore decadenza, spopolandosi e rarefacendosi, così come il sistema fiscale e la scuola.