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Proemio Iliade: struttura, parafrasi, analisi

Il Proemio dell’Iliade (Libro I, vv. 1-7) è una sorta di introduzione, che ricorre in tutti i poemi dell’epica antica, suddivisa in due parti: l’Invocazione alla Musa preposta alla poesia epica, perché aiuti l’aedo a cantare degnamente le gesta eroiche, e la Protasi, che espone brevemente l’argomento centrale della successiva narrazione, ovvero l’ira funesta di Achille e le sue devastanti conseguenze per gli Achei, scatenata dal conflitto con Agamennone, il tutto secondo il disegno divino di Zeus.

Proemio Iliade – la struttura: Invocazione e Protasi

Nell’Invocazione Canta, Musa divina, l’ira di Achille figlio di Peleo il poeta Omero, a cui viene tradizionalmente attribuita l’Iliade, chiede alla Musa Calliope, figlia di Zeus e della dea Mnemosine (personificazione della memoria), di ispirare il suo canto. Omero ricorre al verbo Canta, perché la poesia era accompagnata da strumenti musicali e i versi venivano recitati o cantati da aedi o rapsodi.

Nella Protasi viene esposto l’argomento della narrazione: l’ira di Achille contro Agamennone. In questo modo, dice il poeta, si compie la volontà di Zeus. Gli antichi Greci ritenevano infatti che ciò che accadeva agli uomini dipendesse dalla volontà degli dèi e del Fato, il destino.

Proemio dell’Iliade: testo

Canta, Musa divina, l’ira di Achille figlio di Peleo,
l’ira rovinosa che portò ai Greci infiniti dolori,
e mandò sottoterra all’Ade molte anime forti
d’eroi, e li lasciò in preda ai cani ed a tutti
gli uccelli: così si compiva il volere di Zeus –
da quando si divisero, in lite l’uno contro l’altro,
il figlio di Atreo, re degli eroi, e il nobile Achille.

Omero, Iliade, canto I, vv. 1-7, trad. di G. Paduano, Einaudi, Torino, 2012

Proemio Iliade – parafrasi

Racconta (con il tuo canto), o Musa divina, (la storia) dell’ira di Achille, figlio di Peleo, l’ira
tremenda e disastrosa che causò ai greci sofferenze senza fine, provocò la morte di molti eroi valorosi e lasciò i loro corpi in pasto ai cani e a tutti gli uccelli: in questo modo si attuava la volontà di Zeus – dal momento in cui il figlio di Atreo (Agamennone), comandante di eserciti, e il glorioso Achille si contrapposero l’uno all’altro in una lite.

Proemio Iliade – spiegazione e analisi

Invocazione alla Musa

Con tono solenne e sacrale, il poeta invoca la Musa perché lo assista nel compito di narrare le gesta degli dèi e degli eroi e anticipa l’argomento del suo canto. Egli narrerà l’ira di Achille, il più valoroso degli eroi Achei, che, in seguito a un duro scontro con Agamennone, il capo della spedizione contro Troia, si ritira dalla guerra, provocando grandi lutti fra i suoi, indeboliti dalla sua assenza.

Tema centrale: l’ira di Achille

Fin dalla prima parola “ira”, l’Iliade è caratterizzata come il “poema dell’ira” (nella fattispecie, dell’ira di Achille, provocata da Agamennone che gli ha sottratto la schiava Briseide, suo bottino di guerra). Si tratta di un’ira divina e devastante, non una semplice rabbia, che rafforza il carattere eccezionale del protagonista.

Dopo la descrizione degli effetti temibili dell’ira – le stragi dei combattenti, i cui corpi sono abbandonati in pasto agli animali – giunge l’affermazione che questi effetti si compiono per volontà di Zeus. Il dio ha infatti voluto le stragi degli eroi per onorare la promessa, fatta a Teti, la madre di Achille, che l’offesa arrecata a questi da Agamennone sarebbe stata vendicata. Si passa così a chiarire l’antefatto che ha scatenato l’ira: la contesa tra Agamennone, il comandante in capo della spedizione greca a Troia, e l’illustre Achille, il più valoroso dei Greci.

Il contrasto tra Achille e Agamennone

Oltre a inquadrare gli eventi, il proemio individua subito i protagonisti umani del racconto epico: Achille e Agamennone, entrambi colpevoli di hybris (arroganza). Essi sono immediatamente opposti nella struttura chiastica del v. 7, uno in incipit e l’altro in explicit, descritti nella magnificenza della loro autorità regale, enfatizzata dagli aulici epiteti: “re degli eroi” e “divino Achille”. Il loro conflitto personale diventa il motore narrativo dell’intera opera.

Conclusione

Il Proemio dell’Iliade si distingue per uno stile solenne, tipico dell’epica orale, e per una lingua ricca di formule, epiteti ed immagini violente, che introducono subito il tema centrale dell’opera: l’ira distruttiva di Achille e il ruolo del destino.

Per un approfondimento leggi pure:

Cantami o Diva – Iliade: l’Invocazione alla Musa.

Ira di Achille: dal Proemio alla vendetta.

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