Montesquieu e la separazione dei poteri
Charles-Louis de Montesquieu

Charles-Louis de Secondat, barone di Montesquieu  nasce a La Brède presso Bordeaux il 18 gennaio 1689 e muore a Parigi il 20 febbraio 1755.

Dopo gli studi in legge entrò alla corte di giustizia della sua città, divenendone a ventisette anni presidente. Al 1721 risale la pubblicazione ad Amsterdam del fortunato romanzo epistolare, le Lettere persiane. I viaggi in Europa tra il 1728 e il 1731 gli fornirono preziosi spunti di riflessione per la sua opera. Al ritorno si ritirò nella tenuta di La Brède, dalla quale non si allontanò più, completamente assorbito dalla stesura delle opere storiografiche della maturità. Nel 1743 pubblica le Considerazioni sulle cause della grandezza dei Romani e della loro decadenza, nel 1748 il trattato sullo Spirito delle leggi, la sua opera fondamentale, posta all’Indice dei libri proibiti nell’anno della sua morte.

Nelle Lettere persiane, sfruttando la figura di un giovane persiano, Usbek, in viaggio in Occidente, Montesquieu parla in modo obiettivo delle istituzioni della civiltà occidentale, sottolineandone satiricamente l’incongruenza e la superficialità e combattendo soprattutto l’assolutismo religioso e politico.

Nelle Considerazioni sulle cause della grandezza dei Romani e della loro decadenza Montesquieu trova le cause della grandezza del popolo di Roma nell’amore per la libertà, per il lavoro e la patria (mos maiorum): ideali inculcati loro fin dall’infanzia; individua, invece, le cause della decadenza nell’eccessivo ingrandimento dello Stato, nella ricchezza, nel  lusso e nel sempre maggior potere derivato dalla conquista dei territori asiatici da parte dell’Impero.

Nello Spirito delle Leggi Montesquieu parla tra l’altro anche della classificazione dei regimi politici in tre tipi: repubblica, monarchia e dispotismo (ovvero assolutismo); ognuno di essi, sostiene, agisce in base a un suo peculiare principio:
– la repubblica è mossa dalla virtù, intesa come virtù politica, cioè amor di patria e dell’uguaglianza;
– la monarchia fondata sull’onore, cioè nel pregiudizio personale o di classe;
– il dispotismo dalla paura.

Il dispotismo è il governo in cui “un solo uomo, senza legge e senza regola, trascina tutto e tutti dietro la sua volontà e i suoi capricci”. Per correggere questa stortura, Montesquieu studiò il Bill of Rights inglese e propose due interventi:
– creare leggi e organismi costituzionali che limitino il potere del re trasformando la monarchia assoluta francese in monarchia parlamentare e costituzionale all’inglese;
– realizzare l’equilibrio fra i tre poteri fondamentali dello Stato – legislativo, esecutivo, giudiziario – attraverso la loro separazione; questa sua importantissima teoria è nota come separazione dei poteri e ad essa si ispirano ancora oggi tutte le costituzioni democratiche, compresa quella italiana.

Montesquieu, assieme a Voltaire e a Rousseau, è tra coloro che propagandarono e divulgarono le idee dell’Illuminismo.