Separazione dei poteri dello Stato italiano

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La separazione dei poteri dello Stato italiano

La separazione dei poteri in Italia (o divisione dei poteri) spiegato semplice.

La separazione dei poteri si ha quando i legislatori, ossia coloro che scrivono le leggi, sono persone diverse da quelle che le fanno applicare; e ancora diversi sono coloro che fanno rispettare la giustizia.

In questo modo si impedisce che tutti i poteri dello Stato si possano concentrare nelle mani di poche persone o di uno stesso individuo.

I tre poteri dello Stato: potere legislativo esecutivo e giudiziario

In pratica, funziona in questo modo:

  • i cittadini eleggono il Parlamento, che ha potere legislativo (fare le leggi);
  • il Parlamento dà (e può togliere) la fiducia al Governo, che ha potere esecutivo in Italia (governare e applicare le leggi);
  • i giudici hanno il potere giudiziario (far rispettare le leggi) ma devono limitarsi a far applicare le leggi varate dal Parlamento;
  • il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento e rappresenta l’unità nazionale.

Il Parlamento fa le leggi ma può essere sciolto dal Presidente della Repubblica e le sue leggi possono essere annullate dalla Corte costituzionale.

Il Governo dirige la politica del Paese e l’amministrazione pubblica ma è sottoposto al controllo del Parlamento che può costringerlo a dimettersi.

Resta tuttavia la centralità del Parlamento in quanto è l’unico organo eletto direttamente dai cittadini. Per questo motivo l’Italia è una Repubblica parlamentare.

In ciò l’Italia si distingue da altri Stati democratici, come gli Stati Uniti o la Francia, che hanno invece governi presidenziali. In tali Paesi anche il Presidente della Repubblica viene eletto direttamente dal popolo e, di conseguenza, ha poteri molto più ampi del presidente italiano.