La separazione dei poteri dello Stato italiano

La separazione dei poteri (o divisione dei poteri) dello Stato italiano spiegato semplice

Lo Stato democratico si differenzia dalla dittatura e da uno stato retto da una monarchia assoluta perché nessuno può dire: «Oggi si fa così, perché lo decido io».
Al vertice dello Stato democratico, infatti, non esiste un’unica persona né un unico organo, ma una pluralità di organi ai quali competono funzioni diverse e che si controllano a vicenda.

Funziona in questo modo:

  • i cittadini eleggono il Parlamento, che ha potere legislativo (fare le leggi);
  • il Parlamento dà (e può togliere) la fiducia al Governo, che ha potere esecutivo (governare e applicare le leggi);
  • i giudici hanno il potere giudiziario (far rispettare le leggi) ma devono limitarsi a far applicare le leggi varate dal Parlamento;
  • il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento e rappresenta l’unità nazionale.

Il Parlamento fa le leggi ma può essere sciolto dal Presidente della Repubblica e le sue leggi possono essere annullate dalla Corte costituzionale.

Il Governo dirige la politica del Paese e l’amministrazione pubblica ma è sottoposto al controllo del Parlamento che può costringerlo a dimettersi.

Resta tuttavia la centralità del Parlamento in quanto è l’unico organo eletto direttamente dai cittadini. Per questo motivo l’Italia è una Repubblica parlamentare.

In ciò l’Italia si distingue da altri Stati democratici, come gli Stati Uniti o la Francia, che hanno invece governi presidenziali. In tali Paesi anche il Presidente della Repubblica viene eletto direttamente dal popolo e, di conseguenza, ha poteri molto più ampi del presidente italiano.