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Repubbliche marinare: ascesa e declino

Le Repubbliche marinare italiane Amalfi, Pisa, Genova e Venezia sono le quattro città-stato che nel Medioevo godettero di un’autonomia politica basata su una prosperità economica dovuta alle loro attività marittime. Controllarono a lungo i traffici del Mediterraneo e combatterono tra loro per il dominio sul mare. Le quattro Repubbliche marinare ebbero destini assai diversi.

Repubbliche marinare – Amalfi

Amalfi, sul Golfo di Salerno, fu la prima repubblica marinara a imporsi nel Mediterraneo già nell’VIII secolo. Sviluppando intensi scambi con Bisanzio e con l’Egitto, i mercanti amalfitani sottrassero agli Arabi il monopolio dei commerci mediterranei e nel X secolo fondarono basi mercantili nell’Italia meridionale e in Medio Oriente.

Nell’XI secolo la Campania passò sotto l’influenza dei Normanni, che tolsero alla città ogni autonomia. Imposero alle merci in entrata e in uscita dai porti tasse e dogane tanto alte da rendere sempre meno redditizia la prosecuzione dei commerci.

Nel XII secolo Amalfi subì il saccheggio da parte dei Pisani, in un momento in cui era indebolita da catastrofi naturali (gravi inondazioni) e dall’annessione al regno normanno. Nel XIV secolo, prima fu rasa al suolo da un gigantesco maremoto; poi, spopolata dall’epidemia di Peste Nera che colpì tutta l’Europa. Dopo di allora, Amalfi non riuscì più a risorgere.

Tra le testimonianze più importanti della grandezza di Amalfi sono le Tavole amalfitane, un codice che raccoglieva le norme del diritto marittimo rimasto valido per tutto il Medioevo.

Repubbliche marinare – Pisa

Pisa non era sul mare, ma era collegato ad esso dal fiume Arno. Raggiunse l’apice tra il XII e il XIII secolo, quando le sue navi controllavano il Mediterraneo occidentale. Nel XIII secolo si acuì la rivalità tra Pisa e Genova e sfociò nel 1284 in un furibondo scontro navale (la battaglia della Meloria). La sconfitta di Pisa nella battaglia segnò l’inizio del declino della sua potenza, con la rinuncia di Pisa a ogni pretesa sulla Corsica e con la cessione a Genova di una parte della Sardegna (1299). Inoltre, la conquista aragonese della Sardegna (1323-1326) privò Pisa del dominio sui giudicati da Cagliari e di Gallura. Dal punto di vista territoriale Pisa mantenne la sua indipendenza e in sostanza il dominio della costa toscana fino al 1405, quando venne annessa da Firenze.

Repubbliche marinare – Genova

L’apice della fortuna genovese si ebbe nel XIII secolo con la stipula del Trattato del Ninfeo (1261) con l’imperatore bizantino Michele VIII Paleologo. Questi, in cambio dell’aiuto alla riconquista bizantina di Costantinopoli, estrometteva di fatto i Veneziani dagli stretti che conducono al Mar Nero, che in breve divenne un mare genovese. Poco dopo, venne definitivamente sconfitta Pisa nella battaglia della Meloria, nel 1284.

Nel 1298, i Genovesi sconfissero inoltre la flotta veneziana nella battaglia di Curzola. Durante lo scontro venne fatto prigioniero lo stesso doge veneziano e Marco Polo, il quale durante la prigionia a palazzo San Giorgio dettò a Rustichello da Pisa, suo compagno di cella, il racconto dei suo viaggi.

Il dominio dei mari rimase appannaggio di Genova per circa settant’anni, fino al secondo e ultimo grande conflitto con Venezia, la guerra di Chioggia, del 1379, conclusasi con la vittoria dei Veneziani, che riconquistarono definitivamente il dominio sui commerci per l’Oriente.

Dopo la triste parentesi quattrocentesca, segnata da pestilenze e dominazioni straniere, la città visse il suo momento di massimo fulgore dopo la riconquista dell’autogoverno per mano di Andrea Doria nel 1528. Infatti, per tutto il secolo seguente, Genova si segnalò quale principale finanziatrice della monarchia spagnola, ricavandone enormi profitti, che permise alla vecchia classe patrizia di mantenere ancora per un certo periodo una sostanziale vitalità.

La Repubblica comunque risultava indipendente solo de iure (cioè “di diritto”, “per legge”), perché di fatto si trovava spesso sotto l’influenza delle principali potenze vicine, prima i francesi e gli spagnoli, poi gli austriaci e i Savoia. La Repubblica, infine, venne sottomessa da Napoleone Bonaparte nel 1805 e annessa al Regno di Sardegna nel 1815 che ne affossò definitivamente l’economia e provocò l’emigrazione delle migliori maestranze e di gran parte della popolazione rurale verso le Americhe.

Repubbliche marinare – Venezia

Venezia detta anche la Serenissima cominciò la sua espansione intorno all’anno Mille, quando sconfisse i pirati che occupavano le coste dell’Istria e della Dalmazia e pose la regione e le sue principali città sotto il suo dominio. All’inizio del 1200 raggiunse il culmine della propria potenza, determinando i traffici commerciali nel Mediterraaneo e con l’Oriente.

Durante la quarta crociata (1202-1204) la sua flotta fu determinante nell’acquisizione del possesso delle isole e delle località marittime commercialmente più importanti dell’Impero bizantino. La conquista degli importanti porti di Corfù (1207) e Creta (1209) le garantì un commercio che si estendeva a Levante e raggiungeva la Siria e l’Egitto, punti terminali dei flussi mercantili. Alla fine del XIV secolo, Venezia era divenuta uno degli Stati più ricchi d’Europa.

Il suo dominio nel Mediterraneo orientale nei secoli successivi fu minacciato e compromesso dall’espansione dell’Impero Ottomano in quelle aree, nonostante la grande vittoria navale nella battaglia di Lepanto del 1571 contro la flotta turca, combattuta insieme alla Lega Santa.

Venezia mantenne la propria indipendenza fino al 1797, quando, con il Trattato di Campoformio, Napoleone Bonaparte la cedette all’Austria. Venezia rimase all’Austria fino al 1866, quando il Veneto passò al Regno d’Italia.

Bandiera della Marina italiana

Le quattro Repubbliche marinare italiane Amalfi, Pisa, Genova e Venezia hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia marittima e commerciale del Mediterraneo nel Medioevo. La loro eredità viene celebrata nella Bandiera della Marina Militare per rappresentare la continuità storica e marittima del nostro Paese.

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