Federico II di Svevia incontra il sultano d'Egitto alle porte di Gerusalemme [miniatura, Biblioteca Vaticana, Roma].

Federico II di Svevia, era figlio dell’imperatore Enrico VI e di Costanza d’Altavilla, ultima erede dei Normanni.

Federico II di Svevia nacque a Iesi, nelle Marche, il 26 dicembre del 1194. Rimase orfano del padre nel 1197 e della madre l’anno dopo. Perciò venne affidato alla tutela di papa Innocenzo III.

Già re di Sicilia per parte di madre, nel 1212 fu nominato anche re di Germania in opposizione a Ottone di Brunswick. Fino alla morte di Innocenzo III, Federico II di Svevia rimase vicino alla politica del papa, cui promise che non si sarebbe fatto eleggere imperatore. Ma il 22 novembre 1220 Federico II di Svevia fu incoronato imperatore dal nuovo pontefice Onorio III.

Immediatamente Federico II di Svevia si dedicò al consolidamento del potere centrale. Non mancarono resistenze da parte di alcuni baroni, ma l’azione dell’imperatore fu favorita dalle rivalità che dividevano i feudatari l’uno dall’altro.

Per ottenere la corona imperiale, però, Federico II di Svevia aveva promesso solennemente al pontefice che avrebbe intrapreso, al più presto, una nuova crociata, ma gli impegni del governo e la sua ammirazione per la civiltà araba lo avevano trattenuto.

Il nuovo papa, Gregorio IX, uomo energico e autoritario, non si accontentava delle promesse e il 23 marzo 1228 scomunica l’imperatore Federico II di Svevia, accusandolo apertamente di non avere a cuore il primo e supremo compito di ogni sovrano: la lotta contro gli infedeli.

La sesta crociata

Federico II di Svevia partì allora per la Terrasanta ma diede alla sua impresa, la “sesta crociata” (1228-30), un carattere davvero insolito: al linguaggio delle armi preferì quello sottile della diplomazia, all’azione a ogni costo l’arte della trattativa.

Cominciò col sottoscrivere una pace decennale (1228-38) col sovrano d’Egitto (nipote di Saladino) al-Malik al-Kamil, che s’impegnò a non ostacolare i pellegrinaggi cristiani. Poi, Federico II raggiunse la Terrasanta, dove fu incoronato re di Gerusalemme (18 marzo 1229), titolo che gli spettava per aver sposato nel 1225 Isabella di Brienne, figlia di Giovanni di Brienne, che deteneva formalmente quel titolo e lo aveva trasmesso al genero. La Palestina era dunque nuovamente aperta ai cristiani, e senza versare una sola goccia di sangue.

Ma tutto questo non piacque al papa Gregorio IX, che accusò Federico II di Svevia di essere sceso a patti con gli infedeli, di aver condotto le trattative in modo eccessivamente personale, senza chiedere il parere delle autorità ecclesiastiche; cosa non meno grave, lo accusò anche di essere entrato nel Sepolcro di Cristo malgrado la scomunica.

Ma il pontefice si spinse ben oltre, e lanciò il suo esercito contro il Regno di Sicilia. Rientrato prontamente dalla Palestina, l’imperatore Federico II sconfisse con facilità le truppe del pontefice, che si vide costretto a ritirare la scomunica e ad accettare un accordo, la pace di San Germano (luglio 1230), così chiamata dal luogo in cui avvenne la firma, l’odierna Cassino.

La Sicilia divenne il centro della sua politica, in essa diede vita a un’organizzazione statale solida e accentrata, fondata su un ricco corpus di leggi, le cosiddette Costituzioni di Melfi (1231), note anche come Liber Augustalis, in cui veniva ribadita l’autorità del sovrano rispetto ai potentati feudali. Il modello a cui Federico si ispirò fu il Corpus Iuris Civilis di Giustiniano.

Cercando di realizzare un’egemonia ghibellina in Italia, Federico II di Svevia si contrappose alla Chiesa non solo sul terreno della politica ma anche su quello della cultura, incoraggiandone la laicità e le tendenze scientifiche. La sua corte fu centro culturale di straordinaria ricchezza e apertura, punto d’incontro di tradizioni differenti. Lo stesso sovrano era un uomo molto colto che parlava il tedesco e il francese, conosceva il greco, il latino, l’arabo, il volgare siciliano (che egli stesso volle valorizzare) e l’ebraico, tanto da essere soprannominato Stupor Mundi [Stupore del Mondo]: promosse lo studio della matematica, della filosofia, delle scienze naturali, della medicina, dell’astrologia; inoltre particolarmente intensa fu l’attività che si svolse all’interno della scuola poetica siciliana, i cui esponenti rielaborarono per la prima volta i modelli letterari giunti dai trovatori provenzali.

Infine, Federico II di Svevia il 5 giugno 1224 fondò a Napoli la prima Università statale e laica della storia dell’Occidente. Riordinò anche la Scuola Medica Salernitana, dove fu istituita la prima cattedra di anatomia. La corte di Federico II di Svevia divenne così uno strordinario centro culturale e scientifico.

Morì improvvisamente il 13 dicembre 1250 a Castel Fiorentino, in Puglia.