Il Corpus iuris civilis ossia il “Corpo del diritto civile” detto anche Corpus Iuris Iustinianeum è una raccolta organica di leggi e commentari del diritto romano composta da un manuale di Istituzioni di diritto romano, un Codice che contiene le leggi imperiali, un Digesto, un’ulteriore raccolta di estratti di opere degli antichi giuristi romani, un aggiornamento del Codice precedente.
Fu promosso dall’imperatore d’Oriente Giustiniano (imperatore dal 527 al 565 d.C.), che con esso voleva unificare l’Impero dal punto di vista legislativo; la sua redazione è collocato tra il 529 e il 534. Fu utilizzato come testo giuridico di riferimento in tutta l’Europa continentale almeno fino al 19° secolo. Ancora oggi viene considerato come la base di ogni legislazione in Occidente.
Chi fu incaricato di compilare il Corpus Iuris Civilis?
Fu un lavoro immenso affidato al grande giurista Triboniano (500 ca.- 542 d.C.). Triboniano e i suoi collaboratori selezionarono, classificarono, ordinarono e recuperarono l’immensa tradizione giuridica romana che si era formata nel corso di quasi un millennio di storia.
Il diritto romano, infatti, si era creato attraverso i secoli, dalla Roma repubblicana alla Roma imperiale, sulla base dei pareri dei giuristi e delle decisioni degli imperatori. Questi pareri e queste decisioni erano limitati però ai casi particolari per cui erano stati richiesti o pronunciati.
Presso i romani non esisteva quindi l’idea di una codificazione delle leggi intesa come raccolta di tutte le norme in vigore in un unico testo da consultare all’occorrenza.
Questa concezione di una raccolta unica fu la grande novità del Corpus iuris civilis.
Scomparvero, grazie al lavoro del grande giurista Triboniano e dei suoi collaboratori, tutte le contraddizioni e le ripetizioni. Vennero compiute delle scelte e molte leggi furono tralasciate per far posto a quelle considerate più in linea con la mentalità del tempo di Giustiniano.
Ad esempio, la dottrina cristiana portò all’introduzione di norme che facilitarono la liberazione degli schiavi, mentre le consuetudini tipiche dell’Oriente accentuarono il potere assoluto dell’imperatore bizantino. Successivamente, quindi, il diritto romano non si studiò più attraverso le opere originali dei giuristi romani, molte delle quali in ogni caso andarono perdute, ma a partire dal Corpus iuris civilis.
Quali sono le quattro parti del Corpus Iuris Civilis?
Il Corpus è composto da quattro opere, ognuna con carattere e funzione diversi:
– il Codice di Giustiniano o Codice giustinianeo in 12 libri, contiene le leggi e gli editti imperiali in vigore dall’epoca dell’imperatore Adriano (117-138) fino alle disposizioni emanate dallo stesso Giustiniano; prima di essere raccolti in un unico testo, le leggi e gli editti imperiali erano sparsi in registri e documenti. Venne pubblicato per la prima volta nel 529 e aggiornato nel 534;
– il Digesto (o Pandette), una raccolta in 50 libri di sentenze e commenti dei più importanti giuristi romani;
– le Istituzioni, un manuale in quattro libri con i fondamenti del diritto, indispensabile come testo per l’insegnamento della giurisprudenza nelle scuole;
– le Novelle, le nuove leggi emanate da Giustiniano dal 533 in poi.
I primi tre testi sono scritti in latino; l’ultimo, le Novelle, è scritto parte in latino e parte in greco.
Il ruolo cruciale della Scuola di Bologna nel riscoprire e reinterpretare il Corpus Iuris Civilis
In Occidente, inizialmente, l’applicazione del Corpus iuris civilis fu limitata ai territori dell’Italia meridionale sotto il dominio bizantino. In seguito, tra i secoli XII e XIII i giuristi e gli studiosi della Scuola di Bologna, centro di studi giuridici di primaria importanza, operarono una ricostruzione del Corpus iuris civilis, attraverso un’analisi approfondita dei testi. Li chiarirono e li resero accessibili a studenti e studiosi, consentendo la trasmissione e la diffusione del diritto romano nell’Europa occidentale.
L’influenza sul Codice civile di Napoleone
L’ordine e l’organicità alla base del Corpus iuris civilis fecero poi da modello al Codice civile napoleonico del 1804, che ebbe una fondamentale influenza su tutta la successiva civiltà giuridica europea.

