Le crociate furono le otto spedizioni armate di cristiani, promosse dalla Chiesa cattolica e condotte tra il 1096, anno della prima crociata, e il 1270, anno dell’ottava crociata, contro i Turchi selgiuchidi, un popolo musulmano che proveniva dall’Asia centrale, per liberare i luoghi dove era vissuto Gesù, in particolare il Santo Sepolcro, luogo simbolo per la cristianità. Vi parteciparono nobili e cavalieri, ma anche poveri in cerca di fortuna e pellegrini in armi.
Perché le crociate si chiamano così?
Il termine crociata nacque dall’espressione cruce signati, cioè “segnati dalla croce”, quindi “crociati”. Questi individui portavano infatti una croce di stoffa cucita sull’abito, sulla bisaccia, sugli scudi o su altri elementi del loro abbigliamento, come segno di riconoscimento.
Perché furono combattute le crociate?
Le crociate furono combattute per una combinazione di ragioni religiose, politiche ed economiche.
Cause religiose
Nel corso del primo millennio il pellegrinaggio a Gerusalemme era stato praticato dalla Cristianità occidentale senza grossi problemi, sia quando la Palestina si trovava sotto il controllo dei Bizantini, sia quando fu conquistata dagli Arabi musulmani. La situazione mutò intorno all’anno Mille, dopo l’occupazione di Gerusalemme da parte dei Turchi selgiuchidi. Essi imposero il pagamento di esosi pedaggi ai pellegrini in visita ai luoghi santi. Questo, insieme alle richieste di soccorso lanciate all’Occidente dall’imperatore bizantino Alessio I, preoccupato dell’avanzata turca, spinse papa Urbano II a bandire la prima crociata durante il Concilio di Clermont, nella Francia meridionale: era il 27 novembre 1095.
Lo scopo dichiarato era liberare la Terra Santa dal dominio arabo. Chi avesse partecipato avrebbe ricevuto l’indulgenza plenaria, cioè la cancellazione della pena per i peccati commessi. Da buon politico, però, il papa non mancò una chiara allusione ai vantaggi di carattere economico che i soldati avrebbero tratto dalle loro spedizioni in Oriente.
Oltre alle motivazioni religiose (liberare la Terra Santa dal controllo musulmano) le crociate ebbero anche:
Cause politiche
Fermare l’avanzata dei Turchi selgiuchidi verso l’Europa, togliendo loro i porti sul Mediterraneo.
Cause economiche
- Controllo di nuovi territori e rotte commerciali;
- conquista di nuove terre da sfruttare.
Dalla crociata dei pezzenti alla prima crociata ufficiale, 1096-1099
La crociata dei pezzenti
La prima crociata ufficiale fu preceduta da una prima spedizione, guidata dal predicatore Pietro l’Eremita. Fu detta crociata dei poveri o crociata dei pezzenti, perché raccolse spontaneamente nel 1096 una moltitudine di contadini e di avventurieri, di nobili impoveriti e di semplici fanatici, ma anche donne e bambini, che partirono per la Terra Santa.
Già in Renania, poco dopo la partenza, questa massa inferocita compì massacri di «infedeli» ebrei e si abbandonò a saccheggi indiscriminati. Questi primi crociati non andarono molto lontano. In Ungheria furono infatti attaccati e dispersi dalle popolazioni locali, esasperate dalle violenze e dalle rapine; il resto della spedizione fu sterminato dai Turchi selgiuchidi in Asia Minore.
La prima crociata
La prima crociata ufficiale partì poco tempo dopo da Costantinopoli, alla fine del 1096. Radunò guerrieri di tutti i paesi europei, disciplinati e divisi per gruppi. Si trattava di uomini in cerca di avventura, cadetti in cerca di terra, piccoli feudatari. Li comandavano signori come Goffredo di Buglione, Boemondo di Taranto, Tancredi di Altavilla, Roberto di Fiandra, conti e duchi della più alta nobiltà francese, tedesca, normanna.
La prima crociata ufficiale si concluse con la conquista della città santa di Gerusalemme, nel 1099, e con la nascita dei Regni latini d’Oriente, detti anche Regni o Stati crociati, organizzati secondo un modello feudale:
- in Cilicia, dove era presente una forte componente armena, Boemondo di Taranto costituì il Principato della Piccola Armenia;
- Baldovino di Boulogne si stabilì in Mesopotamia, fondando la Contea di Edessa;
- Goffredo di Buglione fu a capo del Regno di Gerusalemme, con il titolo di advocatus (difensore) del Santo Sepolcro;
- il conte Raimondo di Tolosa fondò la Contea di Tripoli sulle coste del Libano.
Le crociate successive
Alla prima crociata (1096-1099) seguirono altre sette crociate, per tentare di riconquistare Gerusalemme e gli altri territori ritornati nuovamente in mano musulmana.
La seconda crociata, 1147-1149
La seconda crociata (1147-49) fu promossa da Luigi VII di Francia e dall’imperatore Corrado III di Svevia per la riconquista della Contea di Edessa, perduta dai cristiani nel 1144. La spedizione, dopo una clamorosa sconfitta presso Damasco, si sciolse senza aver concluso alcunché.
La terza crociata, 1189-1192
La terza crociata (1189-92) fu condotta dall’imperatore Federico Barbarossa (che vi perse la vita), da Filippo II Augusto, re di Francia, e Riccardo Cuor di Leone, re di Inghilterra. Fu organizzata perché nel 1187 Gerusalemme era stata ripresa dai Turchi sotto la guida del grande sultano Saladino (1177-93), che aveva riunificato i territori islamici d’Egitto e Siria. Nonostante i successi cristiani, la terza crociata ebbe come unico risultato la creazione del Regno di Cipro, poiché i contrasti tra il re francese e il re inglese impedirono l’attuazione di un piano d’azione unitario.
La quarta crociata, 1202-1204
La quarta crociata fu bandita da papa Innocenzo III nel 1202. Lo scopo era, come per la terza, quello di riconquistare Gerusalemme. Il progetto prese però una piega imprevista. Il doge veneziano Enrico Dandolo, politico di grande astuzia e abilità, infatti, colse al volo l’occasione e cercò di sfruttare la spedizione a vantaggio della sua città. Egli mise a disposizione per il trasporto dei crociati la sua grande flotta, ma chiese in cambio la conquista di Zara, una città chiave dell’Adriatico, allora in possesso del re di Ungheria. I crociati espugnarono Zara, ma non raggiunsero mai la Terrasanta. Si lasciarono infatti trascinare dai veneziani nelle contese dinastiche che in quel momento laceravano l’Impero bizantino.
Nel sostenere uno degli aspiranti al trono bizantino, i crociati posero l’assedio a Costantinopoli. La città cadde nel 1204 e a Costantinopoli fu insediato un debole Impero latino d’Oriente, legato a Roma dal punto di vista religioso, mentre i feudatari si spartirono le varie province bizantine. I mercanti veneziani invece dilagarono in tutti i porti ottenendo il controllo delle principali vie di traffico. L’Impero latino d’Oriente non durò a lungo e già nel 1261 fu ristabilita la vecchia ortodossia greca, scissa da Roma.
La quinta e la sesta crociata
La quinta crociata (1217-21) fu inconcludente e sanguinosa, mentre durante la sesta crociata (1228-29) l’imperatore Federico II di Svevia ottenne la liberazione dei luoghi santi per un decennio.
La settima e l’ottava crociata
Disastrose furono le ultime due crociate promosse dal re di Francia Luigi IX, detto il Santo. Nella settima crociata (1248-54) egli fu sconfitto, con grandissima strage dei cristiani, e catturato. Nell’ottava (1270) il re Luigi IX morì di peste appena sbarcato in Africa settentrionale.
Dopo il 1270 vennero bandite altre crociate, senza essere poi realizzate. Nel frattempo gli eserciti musulmani riconquistavano gli avamposti cristiani. Nel 1291 cadde l’ultima piazzaforte cristiana, San Giovanni d’Acri.
Conseguenze delle crociate
- Le crociate determinarono morte e distruzione, a fronte di nessuna conquista territoriale duratura.
- L’ostilità tra cristiani e musulmani si acuì, lasciando un’eredità di conflitti.
- Le crociate sancirono il declino dell’Impero bizantino: la quarta crociata, in particolare, deviò dal suo scopo originale e culminò nel saccheggio di Costantinopoli nel 1204, un evento che indebolì gravemente l’impero, che nel 1453 fu conquistato dai Turchi ottomani.
- Le crociate decretarono l’affermazione del dominio delle Repubbliche marinare sul Mediterraneo. Esse inoltre guadagnarono molto perché prestavano denaro e poi sulle loro navi trasportavano non solo i crociati, ma anche merci e armi.
- Grazie alle crociate gli Europei scoprirono culture e modi di vivere completamente diversi dai propri, con cui si scontrarono ma anche si confrontarono.
Questi argomenti sono tratti da Riassunti di storia-volume 3 di Studia Rapido.

