Trovatori e poesia provenzale, riassunto

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trovatori e poesia provenzale

Trovatori e poesia provenzale, riassunto di Letteratura italiana per conoscere e memorizzare rapidamente

I trovatori sono i poeti in lingua provenzale (la “lingua d’oc” parlata nella Francia del sud, per distinguerla dalla “lingua d’oil” usata nella Francia settentrionale) che operarono tra la fine dell’XI secolo e la fine del XIII secolo.

Il termine “trovatore” deriva dal verbo trobar, “comporre”, e infatti i trovatori scrivevano e musicavano i loro testi, che però erano essenzialmente destinati all’esecuzione orale, nelle corti feudali.

Nella maggior parte dei casi, il trovatore forniva la musica e il testo scritto su rotoli di pergamena al giullare. Il giullare lo imparava a memoria e, recitandolo più volte in pubblico, lo fissava nella memoria collettiva. Talvolta gli stessi trovatori erano anche giullari ed eseguivano da sé i propri componimenti. Si tratta, dunque di una poesia non destinata alla semplice lettura, ma fondata su una forte componente teatrale.

I trovatori appartenevano solitamente alla nobiltà, essendo principi, cavalieri o, in qualche caso dame. La loro poesia raffinata ed elegante, anche talvolta artificiosa, celebrava i valori dell’amor cortese e della bellezza della natura, ma trattava anche di argomenti morali, guerrieri e politici legati all’ambiente feudale.

Si è soliti individuare tre fasi della poesia provenzale:

  • la prima che va dalla fine dell’XI secolo, quando emerge Guglielmo IX d’Aquitania, il primo trovatore di cui facciano menzione i canzonieri, fino al 1140 circa;

 

  • la seconda fase, che coincide con la massima espansione del genere anche al di fuori dei paesi in cui si parlava il provenzale, arriva fino al 1250 circa;

 

  • l’ultima si spinge fino alla fine del XIII secolo, quando la crociata contro gli eretici albigesi bandita da Innocenzo III nel 1208 diede un colpo mortale alla vita delle corti.

 

I trovatori allora emigrarono e cominciarono a tramandare i testi poetici in ampie raccolte manoscritte (i canzonieri). Giunsero anche nella penisola italiana: la poesia provenzale ebbe una grandissima influenza sulla poesia italiana del XIII secolo, a cominciare dalla cerchia della Scuola poetica siciliana, sorta alla corte di Federico II di Svevia, fino allo Stilnovo.

Tra i maggiori trovatori ricordiamo: Bertrand de Born, Sordello da Goito, Arnaut Daniel e Folchetto da Marsiglia.

Dai trovatori si differenziavano i trovieri: contemporanei ai trovatori, i trovieri erano attivi nel nord della Francia e scrivevano in lingua d’oil.