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Amor cortese o fin’amor – caratteristiche e tematiche

Il concetto di Amor cortese o «fin’amor» (l’amore perfetto), sorto nelle raffinate corti francesi, appare per la prima volta nel corso del XII secolo, nella poesia lirica dei trovatori provenzali, ma avrà lunga fortuna, influenzando profondamente la Scuola siciliana, gli Stilnovisti, giungendo a Dante fino a Petrarca.

Amor cortese – caratteristiche

L’amore è sentito come qualcosa che educa l’anima, che stimola l’uomo al raggiungimento della perfezione. È un sentimento aristocratico (solo i cuori nobili e gentili possono concepirlo) ed eroico. Il cavaliere ama e si mette al servizio di una dama, che appartiene a un altro uomo, al re o al signore al quale il cavaliere ha giurato fedeltà. Pertanto, alla lealtà verso il proprio sovrano, si aggiunge ora la fedeltà assoluta alla donna, vista come una creatura perfetta, una specie di angelo che il cavaliere venera e nel nome della quale intraprende le imprese più rischiose.

L’amor cortese si svolge rigorosamente fuori dal matrimonio, poiché si tratta sempre di una donna già sposata. Anzi, si teorizza che nel matrimonio non può esistere veramente “amor fino”. Ciò si spiega anche col fatto che, nelle classi alte, il matrimonio era un puro e semplice contratto, stipulato per ragioni dinastiche o economiche, in cui il sentimento non c’entrava nulla.

L’amata, che non si identifica mai con la moglie, è un essere inacessibile e lontano verso il quale tuttavia il cavaliere nutre un sentimento profondo, in cui l’attrazione fisica si unisce a quella spirituale. Tale concezione, che contrasta con i principi cattolici, propone una religione laica dell’amore, in quanto la sottrae alla sfera del peccato e lo arrichisce di una tensione ideale.

Gli elementi che caratterizzano l’amore cortese furono definiti da Andrea Cappellano, nel trattato De amore (Sull’amore), scritto in latino fra il 1174 e il 1204. Egli, rifacendosi alla trattatistica corrente ma anche alla lezione dell’Ars amandi (L’arte di amare) di Ovidio, descrive la natura dell’amore, indica come conquistare la donna amata e spiega come si possa mantenere l’amore.

Amor cortese – le tematiche

Temi tipici dell’amor cortese sono:

  • la lode delle doti fisiche e spirituali della donna amata, della sua superiorità su tutte le altre, della sua eccelsa bellezza;
  • l’atteggiamento di riverenza dell’amante nei confronti della donna amata, intesa come domina o signora; essa è depositaria di ogni virtù e di fronte a lei l’amante deve essere umile servitore, così come un fedele vassallo rende il doveroso omaggio feudale al suo signore;
  • la speranza di ottenere una ricompensa della donna in cambio della “servitù d’amore”;
  • la rassegnazione, dettata dall’orgoglio, se la donna non corrisponde alle profferte d’amore;
  • la necessità di nascondere i propri sentimenti e di difendersi dai “malparlieri”, cioè gli invidiosi che sparlano dell’amore altrui: per cui l’amata è solitamente cantata con uno pseudonimo (dal greco “nome falso”), il senhal, talvolta nella forma maschile midons (“mio signore”);
  • la nostalgia dell'”amore da lontano”, in assenza della donna amata;
  • il rimpianto per le gioie d’amore perdute;
  • se vissuta secondo i principi stabiliti, l’esperienza amorosa, anche nell’insuccesso, determina un accrescimento delle virtù e del valore dell’innamorato.

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