La chanson de geste (canzone di gesta) è il poema epico medievale in lingua d’oïl nato nel Nord della Francia verso l’XI secolo e diffuso nella letteratura medievale tra l’XI e il XIII secolo. Il termine significa letteralmente “canzone delle imprese (eroiche)”: riguarda, infatti, le gesta di cavalieri, paladini ed eroi. Le loro avventure si ispirano a reali eventi storici, che gli autori reinterpretano con l’aggiunta di interventi miracolosi.
Originariamente le chansons de geste erano delle composizioni orali “cantate” (chanson, in italiano significa “canzone”) ossia recitate con l’accompagnamento musicale della viella (simile alla moderna viola) da giullari e trovatori, presso le corti feudali ma anche tra il popolo presente nelle piazze, nei mercati cittadini o lungo le vie di pellegrinaggio. La trasmissione orale ha reso difficile identificare gli autori originali, che spesso rimangono anonimi.
Chanson de geste – I cicli tematici
Le canzoni di gesta si organizzano in cicli. Quelli principali sono tre:
- il ciclo di Carlo Magno (il più antico). Narra le imprese di re Carlo e dei suoi paladini contro i Saraceni: la Chanson de Roland rappresenta il capolavoro del genere;
- il ciclo di Guillaume d’Orange. Racconta le gesta del nobile cavaliere Guillaume, grande feudatario del Sud della Francia. La Chanson de Guillaume ne costituisce il centro;
- Ciclo dei vassalli ribelli: è il terzo ciclo di chansons de geste francese che narra i conflitti tra feudatari e sovrani; la canzone più significativa è Raoul de Cambrai.
I temi e il mito di Carlo Magno
Le canzoni più famose raccontano dell’epoca di Carlo Magno e delle sue campagne contro i Mori, cioè gli Arabi di Spagna, avvenute tra la fine dell’VIII e l’inizio del IX secolo. L’argomento della guerra di religione è particolarmente sentito dalla fine dell’XI secolo per l’avvio e lo sviluppo delle crociate.
In primo piano sono posti i valori cavallereschi, come l’onore, la fedeltà tra compagni d’armi e verso il proprio signore e sovrano. I coraggiosi cavalieri dell’imperatore, i cosiddetti “paladini”, sono celebrati come esempi di fedeltà ai loro sovrani, come difensori della cristianità, protettori dei deboli e degli indifesi. Molto limitati sono invece i ruoli affidati alle donne; in particolare, la tematica amorosa è quasi del tutto assente.
Struttura e stile della chanson de geste
Chanson, in italiano “canzone”, indica un componimento cantato di fronte a un pubblico con l’accompagnamento di uno strumento musicale, spesso la viella (simile alla moderna viola). Il ritmo musicale del testo era dettato dalle assonanze che legavano tra loro i versi decasillabi di ciascuna lassa (ossia la strofa). Per facilitare il coinvolgimento e la comprensione dei componimenti erano frequenti gli appelli al pubblico («Udite!») e le ripetizioni di formule, epiteti o interi versi, che facilitavano il riconoscimento dei personaggi e l’evocazione di scene chiave.
Lo stile della canzone di gesta è solenne ed elevato, con un ritmo lento e cadenzato, con l’obiettivo di trasmettere insegnamenti morali e principi etici. Il narratore è esterno e onnisciente; le parole e i pensieri dei personaggi sono riportati tramite frequenti discorsi diretti.
La diffusione della chanson de geste in Europa e Italia
La più celebre delle Chansons de geste è la Chanson de Roland (Canzone di Rolando), scritta da ignoto alla fine dell’XI secolo. Racconta della morte di Rolando, paladino di Carlo Mgno, nella battaglia di Roncisvalle.
Al di fuori della Francia si possono trovare componimenti epici che hanno affinità con le canzoni di gesta:
- Cantar de mio Cid, in Spagna;
- La canzone dei Nibelunghi, in Germania.
In Italia, questo genere trova la sua massima espressione nel Rinascimento, ispirando poeti come Ludovico Ariosto per il suo Orlando Furioso.

