Chanson de Roland: struttura e trama

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La Chanson de Roland
La morte di Rolando a Roncisvalle in una miniatura di Jean Fouquet (metà del XV secolo).

Chanson de Roland (la Canzone di Rolando) è la più famosa fra le Chansons de geste (Canzoni di gesta) fiorite nella Francia medievale tra l’XI e il XII secolo.

Essa appartiene al ciclo carolingio, cioè a un gruppo di canzoni di gesta nelle quali si celebrano le imprese del grande imperatore Carlo Magno e dei suoi valorosi paladini.

La Chanson de Roland, scritta in antica lingua francese, fu probabilmente composta tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo. È un poema di circa 4000 versi decasillabi (di dieci sillabe), raggruppati in “lasse”, cioè in strofe di diversa lunghezza.

L’autore sembra essere un certo Turoldo, abate e scrittore, dal momento che il poema termina con le parole: «Qui finisce la storia che Turoldo mette in poesia». Questo nome però potrebbe riferirsi, anziché all’autore del poema, a un giullare o a un amanuense che copiò il testo originario.

La Chanson de Roland – La trama

Carlo Magno re dei Franchi, dopo sette anni di vittoriose guerre in Spagna contro i Saraceni, non è ancora riuscito a piegare la resistenza di Marsilio, re di Saragozza.

Stanco della lunga guerra, Marsilio finge di arrendersi e di convertirsi al cristianesimo. Carlo Magno convoca allora i suoi paladini. Mentre Rolando vuole continuare la guerra, molti altri si dichiarano favorevoli alla cessazione delle ostilità.

Per trattare con re Marsilio, Rolando propone di inviare il proprio patrigno Gano, che è anche cognato di Carlo Magno.

Gano parte per la missione pieno di rancore verso Rolando. Gano, infatti, è convinto che Rolando lo abbia deliberatamente coinvolto in un’impresa altamente pericolosa. Giura pertanto di vendicarsi.

Giunto a Saragozza, si accorda quindi con Marsilio per tradire i Franchi: il re saraceno fingerà la resa, poi, al momento opportuno, attaccherà la retroguardia cristiana sulla via del ritorno.

Così, nella gola di Roncisvalle, sui Pirenei, la retroguardia, di cui fanno parte Rolando e i più valorosi paladini, è attaccata da soverchianti forze nemiche.

Troppo tardi Rolando decide di usare il suo possente olifante per richiamare l’esercito dei Franchi. Infatti, quando Carlo Magno giunge sul posto trova a terra migliaia di cadaveri, tra i quali quello dello stesso conte Rolando.

Un intervento divino ferma però il Sole, per permettere ai Franchi di inseguire i superstiti fino al fiume Ebro e sconfiggerlo.

La guerra termina con la vittoria definitiva dei cristiani. Carlo torna nella sua reggia di Aquisgrana. Qui Alda, la fidanzata di Rolando, muore di dolore quando scopre la morte dell’amato.
Nel frattempo il traditore Gano è smascherato, processato, condannato e giustiziato: è squartato da due coppie di cavalli lanciati in opposte direzioni.

Re Carlo, stanco e segnato dalle ultime battaglie, si riposa nella pace della sua reggia. Si è appena addormentato, quando gli appare un angelo inviato da Dio che gli affida una nuova impresa in difesa del mondo cristiano.

La Chanson de Roland si ispira a un episodio storico realmente accaduto: la Battaglia di Roncisvalle.

È la battaglia di Roncisvalle a ispirare la Canzone di Rolando

Il 15 agosto del 778 d.C. mentre l’esercito di Carlo Magno riattraversava i Pirenei dopo una spedizione contro gli Arabi, la retroguardia nella quale si trovavano alcuni alti personaggi di corte, è assalita e distrutta dai Baschi, una popolazione della Spagna settentrionale.

È probabile che nell’imboscata abbia perso la vita anche il conte Rolando, dal momento che in una biografia di Carlo Magno, scritta dallo storico Eginardo, è incluso tra i caduti un certo «Hruodlandus» (da cui deriva il francese Roland), prefetto di Gran Bretagna.

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