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Chanson de Roland: trama, temi, valori, stile

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La Chanson de Roland (Canzone di Rolando o Canzone di Orlando) è uno dei più importanti testi della letteratura medievale francese ed è considerata la più famosa fra le chansons de geste (canzoni di gesta) fiorite nella Francia medievale tra l’XI e il XII secolo. Appartiene al ciclo carolingio, cioè a un gruppo di canzoni di gesta nelle quali si celebrano le imprese del grande imperatore Carlo Magno e dei suoi valorosi paladini.

La Chanson de Roland è scritta in antica lingua francese (lingua d’oil), e nel manoscritto più antico, quello di Oxford, l’autore sembra essere un certo Turoldo, abate e scrittore, dal momento che il poema termina con le parole: «Qui finisce la storia che Turoldo mette in poesia». Questo nome però potrebbe riferirsi, anziché all’autore del poema, a un giullare o a un amanuense che copiò il testo originario.

Contesto storico

L’opera risale alla fine dell’XI secolo e nasce in un contesto storico segnato dal sistema feudale e dallo spirito delle crociate: chi ha scritto la Chanson de Roland, dove si racconta di come alcuni secoli prima i cavalieri di Carlo Magno affrontarono i Saraceni (si chiamavano così i musulmani dell’Africa del Nord), non poteva non pensare a quello che accadeva al suo tempo, quando i sovrani dei regni cristiani di Spagna continuavano a combattere contro gli Arabi e quando i crociati cominciavano a dirigersi verso Gerusalemme. Ed è questo, probabilmente, uno dei motivi del successo di quest’opera: il pubblico, ascoltando le imprese di Orlando e di Carlo, pensava probabilmente anche ai cavalieri che partivano per le crociate.

La Chanson de Roland – la trama

La vicenda si sviluppa attraverso tre grandi sequenze: il tradimento di Gano di Maganza, la morte di Orlando a Roncisvalle, la vendetta del re Carlo sui nemici e sul traditore, che funge da epilogo.

Il tradimento di Gano

Carlo Magno, dopo aver combattuto in Spagna vittoriosamente contro i Saraceni per sette anni, decide di accettare la proposta di pace di Marsilio, re di Saragozza, che, stanco della lunga guerra, promette di convertirsi al cristianesimo e di rinunciare alla guerra, se Carlo Magno lascerà la Spagna.

Carlo Magno convoca allora i suoi paladini: mentre Orlando vuole continuare la guerra, molti altri si dichiarano favorevoli alla cessazione delle ostilità. Per trattare con re Marsilio, Orlando propone di inviare il proprio patrigno Gano, che è anche cognato di Carlo Magno.

Gano parte per la missione pieno di rancore verso Orlando, perché è convinto che Orlando lo abbia deliberatamente coinvolto in un’impresa altamente pericolosa per sbarazzarsi di lui. Giura pertanto di vendicarsi.

Giunto a Saragozza, Gano si accorda quindi con Marsilio per tradire i Franchi: il re saraceno fingerà la resa, poi, al momento opportuno, attaccherà la retroguardia cristiana sulla via del ritorno.

La morte di Orlando a Roncisvalle

Carlo cade nella trappola e si ritira con il grosso dell’esercito, mentre la retroguardia, di cui fanno parte Orlando e i più valorosi paladini, viene attaccata nella gola di Roncisvalle, sui Pirenei, da quattrocentomila Saraceni. Orlando potrebbe evitare la sicura strage incombente ma, obbedendo al suo codice d’onore, rifiuta sdegnosamente il consiglio del pur prode ma saggio Oliviero di chiamare Carlo in soccorso suonando il potente corno olifante.

Lo farà alla fine, troppo tardi per la salvezza della retroguardia. Orlando cadrà, ultimo tra i suoi, dopo aver respinto e addirittura inseguito i nemici.

La vendetta di Carlo Magno

Quando Carlo Magno giunge sul posto trova a terra migliaia di cadaveri, tra i quali quello dello stesso conte Orlando. Un intervento divino però ferma il Sole, per permettere ai Franchi di inseguire i superstiti fino al fiume Ebro e sconfiggerli.

La guerra termina con la vittoria definitiva dei cristiani. Carlo torna nella sua reggia di Aquisgrana. Qui Alda, la fidanzata di Orlando, muore di dolore quando scopre la morte dell’amato.
Nel frattempo il traditore Gano è smascherato, processato, condannato e giustiziato: è squartato da due coppie di cavalli lanciati in opposte direzioni.

Il poema termina con un sogno di re Carlo, che, stanco e segnato dalle ultime battaglie, si riposa nella pace della sua reggia. Si è appena addormentato, quando gli appare un angelo inviato da Dio che gli affida una nuova impresa in difesa del mondo cristiano.

Lo sfondo storico della Chanson de Roland

La Chanson de Roland si ispira a un episodio storico realmente accaduto: la Battaglia di Roncisvalle del 778 d.C.

La battaglia di Roncisvalle e la Canzone di Orlando

Il 15 agosto del 778 d.C. mentre l’esercito di Carlo Magno riattraversava i Pirenei dopo una spedizione contro gli Arabi, la retroguardia nella quale si trovavano alcuni alti personaggi di corte, è assalita e distrutta dai Baschi, una popolazione della Spagna settentrionale.

È probabile che nell’imboscata abbia perso la vita anche il conte Orlando, dal momento che in una biografia di Carlo Magno, scritta dallo storico Eginardo, è incluso tra i caduti un certo «Hruodlandus» (da cui deriva il francese Roland), prefetto di Gran Bretagna.

Temi e valori

Nella canzone compaiono essenzialmente due temi: la guerra santa dei cristiani contro gli infedeli e la celebrazione del rapporto di onore e fedeltà che lega i paladini al sovrano. Queste sono situazioni tipiche della società francese del XII secolo, caratterizzata dalle crociate e dal rapporto di vassallaggio tra il potere centrale, rappresentato dal sovrano, e i vari vassalli (conti, marchesi, duchi) a capo delle zone periferiche del regno. È chiaro allora che Orlando incarna i valori della nobiltà guerriera, che antepone alla salvezza personale, il senso dell’onore e la fedeltà agli ideali del gruppo, al re e a Dio. Chi viene disonorato copre di biasimo non solo se stesso, ma anche la sua famiglia e il suo Paese: nel rifiutare senza alcuna esitazione la vergogna sta la superiorità dell’eroe e la natura epica del personaggio, che affronta a viso aperto una morte certa.

Carlo Magno rappresenta il sovrano giusto e protetto da Dio, mentre Gano è l’emblema del tradimento e dell’infedeltà.

Stile e tecnica

La Chanson de Roland è un poema di circa 4000 versi, raggruppati in 291 “lasse”, cioè strofe di diversa lunghezza, di decasillabi assonanzati.

Inizialmente composta per la trasmissione orale, la Canzone di Orlando presenta i caratteri formali tipici della chanson de geste: una sintassi semplice che procede per costruzioni paratattiche; la ripetizione di aggettivi ed epiteti che identificano i personaggi («Carlo, che ha la barba canuta», v. 2308; «Carlo, che or ha la barba bianca» v. 2334; «Carlo, che ha la barba fiorita», v. 2353); la ricorrenza di espressioni stereotipate che diventano delle formule e la ripresa di elementi di raccordo che si ripetono da una lassa all’altra.

Importanza letteraria

La Chanson de Roland è un’opera fondamentale perché rappresenta il modello dell’epica medievale e dell’eroe feudale. Attraverso il racconto delle gesta di Orlando, il poema trasmette i valori religiosi, politici e morali del Medioevo, diventando un punto di riferimento per tutta la letteratura epica europea.

 

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