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La Ka'ba, La Mecca, Arabia Saudita

La Ka’ba (letteralmente «cubo») si erge a La Mecca, in Arabia Saudita, dove nacque il profeta Maometto.

È il santuario più importante della religione islamica, meta ogni anno di milioni di fedeli. Il Corano prescrive infatti ai fedeli musulmani di recarsi, almeno una volta nella vita, a La Mecca, città santa.

Come previsto dal rituale del pellegrinaggio, i fedeli devono compiere sette giri intorno alla Ka’ba. La circumambulazione avviene vorticosamente in senso antiorario.

La pietra nera all’interno della Ka’ba

All’interno della Ka’ba c’è la pietra nera, il cui culto ha origini antichissime.

In età preislamica si riteneva che la pietra, probabilmente una meteorite, fosse caduta sulla Terra per volere degli dèi. Gli arabi veneravano spesso, infatti, corpi celesti e oggetti naturali.

Secondo la tradizione islamica, Adamo, il primo uomo, avrebbe costruito un primitivo edificio per contenere una pietra consegnatagli dall’arcangelo Gabriele, messaggero di Dio.

La pietra originariamente era bianca, divenne nera a causa dei peccati degli uomini.

Il diluvio universale avrebbe poi spazzato via il primo santuario della Ka’ba, mentre la pietra sarebbe stata messa in salvo e sepolta nelle viscere di una montagna presso La Mecca.

Infine, sarebbe stata estratta dal patriarca Abramo e da suo figlio Ismaele, che eressero un nuovo santuario, i cui quattro angoli corrispondono ai punti cardinali, collocando la pietra nera nell’angolo sud-orientale dell’edificio, dove si trova, incastonata, tutt’oggi.

Il tessuto nero che decora la Ka’ba

Attualmente, l’edificio si presenta coperto da un prezioso tessuto nero, decorato con lamine d’oro che propongono scritte coraniche, rinnovato ogni anno. La vecchia copertura è tagliata a pezzi e distribuita ai fedeli, che la conservano come una reliquia.

Chi può accedere all’interno del santuario

All’interno della Ka’ba possono accedere solo i custodi del santuario e i membri della famiglia reale dell’Arabia Saudita, oggi considerati i difensori della Ka’ba.

La porta di accesso è difesa da una polizia speciale incaricata di sovrintendere alla tranquillità dei riti religiosi.