I miti del diluvio universale, che in tempi remotissimi si abbatté sul genere umano provocando morte e distruzione, sono fra loro molto simili, anche se i popoli che li hanno elaborati appartengono a epoche e a luoghi diversi.
La trama è pressoché la stessa: gli uomini e le donne col passare del tempo divennero malvagi e irrispettosi nei confronti della divinità, abbandonarono la via del bene e scelsero la via del male. La divinità, in preda all’ira, li punì mandando sulla terra una terrificante inondazione. Si salvarono solo pochi uomini e donne, quelli buoni, giusti, pii, scelti dalla divinità per dare origine a un nuovo genere umano.
I miti del diluvio universale nelle varie culture
Mito sumero
La più antica testimonianza sull’argomento è narrata nel celebre poema mesopotamico, l’Epopea di Gilgamesh, tramandata su dodici tavolette rinvenute a Ninive nel secolo scorso. Nell’undicesima tavoletta si parla di Utnapishtim, scelto dal dio Ea per ricostruire l’umanità dopo il diluvio (Il diluvio babilonese) mandato sulla Terra per punire la malvagità umana.
Mito ebraico
Un altro racconto del diluvio universale è presente nella Genesi, il secondo libro della Bibbia: Dio decide di punire l’umanità per la sua malvagità e corruzione con un diluvio, permettendo solo la salvezza di Noè, uomo saggio e meritevole, e della sua famiglia, per mezzo di un’arca, dentro la quale trovano posto semi di piante e coppie di animali, in modo da poter ripopolare il mondo dopo la tragedia.
Mito greco
La mitologia greca ci parla del mito di Deucalione e Pirra scelti per essere salvati dal diluvio e destinati a generare l’intera umanità.
Mito indiano
A Manu, un uomo saggio che viveva nella foresta, un giorno, mentre si bagnava nel fiume, gli saltò tra le mani un piccolo pesce, Matsya, che gli chiese di essere portato in salvo da quel fiume pieno di pesci divoratori di pesci. Manu lo portò a casa e si prese cura di lui, ma Matsya continuava a crescere e l’uomo fu costretto a portarlo in un lago, ma presto anche il lago si fece troppo piccolo. Quindi lo portò nel Gange, ma quando anche questo divenne troppo stretto per il pesce, Manu lo portò nell’oceano.
Prima di scomparire nelle acque dell’oceano, Matsya ringraziò Manu e gli predisse che presto Brahma, il creatore, avrebbe mandato un diluvio sulla Terra. Doveva quindi costruire un’arca abbastanza grande dove portare un seme di ogni tipo e i sette Rishi, i saggi asceti che vivevano da sempre sulle montagne. Gli assicurò che sarebbe arrivato con l’acqua che saliva dall’oceano; Manu avrebbe dovuto legare l’arca alla pinna della sua schiena, perché così li avrebbe portati in salvo.
Manu fece come il pesce aveva spiegato e quando arrivò il diluvio universale per anni e anni la sua arca navigò sulle acque in tempesta. Quandò tornò il sole non c’era che un’infinita distesa di acqua. Il pesce condusse Manu sulla cima dell’Himalaya, unica parte della terra non sommersa dal mare.
Dopo qualche tempo l’acqua cominciò a scendere, finché di nuovo la terra comparve. Fu così che Manu sopravvisse al grande diluvio e, con l’aiuto del pesce Matsya, che era un’incarnazione divina, e i sette saggi, ripopolò la Terra, diventando il padre dell’intera umanità.

