Società feudale: i tre ordini della piramide feudale

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Società feudale

La società feudale, secondo la formulazione del vescovo Adalberone di Laon (947-1030), era divisa in tre grandi ordini, gruppi sociali ben distinti tra loro a seconda della funzione che svolgevano, così organizzati dalla Provvidenza:

  • il clero (gli oratores), che si dedicavano alla preghiera; erano vescovi, preti, monaci e abati;
  • i nobili guerrieri (bellatores), che combattevano in caso di guerra ed esercitavano il potere politico in tempo di pace. Si dedicavano inoltre alla caccia e ai tornei e, in generale, a tutto ciò che era conforme all’ideale cavalleresco della nobiltà;
  • coloro che lavoravano (laboratores), costituito perlopiù da contadini o servi della gleba, che lavoravano per garantire la sopravvivenza sia del proprio gruppo sia di nobili e clero.

All’interno dei tre ordini della società feudale esistevano molte differenze.

Alcuni nobili infatti erano ricchi e potenti, mentre altri possedevano terreni e patrimoni più limitati. Allo stesso modo alcuni uomini di Chiesa (per esempio i vescovi e gli abati) amministravano grandi ricchezze, mentre alcuni parroci e monaci non avevano alcun bene e vivevano in povertà o si dedicavano al lavoro all’interno del monastero.

Si trattava di ordini sociali chiusi, non era cioè possibile passare da un gruppo all’altro. Si pensava infatti che fosse Dio a stabilire a quale ordine dovesse appartenere una persona, fin dalla nascita.

Al vertice si trovava il re, il cui potere sacro garantiva l’equilibrio della società.