città medievali

Le città medievali si caratterizzano per le mura. Le mura separavano la città dalla campagna. Lungo le mura sorgevano le torri di guardia, spesso in corrispondenza delle porte di accesso alla città. Le porte della città erano sorvegliate di giorno e chiuse di notte; chi entrava e chi usciva veniva così controllato. In corrispondenza delle porte si riscuotevano le tasse e i pedaggi per chi trasportava le merci dentro o fuori la città.

Le città medievali presentano salite e discese sia nelle strade sia nelle piazze (tipica la “Piazza del Campo” di Siena e la “Piazza del Saracino” ad Arezzo).

Le strade, lastricate con pietre locali, oppure in mattoni o ciottoli, consistono di vie e viuzze strette e sinuose che sboccano all’improvviso davanti a chiese, palazzi e piazze.

Nelle piazze si svolgevano i mercati o gli eventi religiosi e civili più importanti.

Le vie sono spesso fiancheggiate, su entrambi i lati, da portici. I portici formano la parte anteriore della bottega e riparano i banchi all’aperto degli artigiani e dei mercanti. Fino al 1600 infatti le botteghe non hanno vetrine, perché il vetro è un articolo di lusso.

Nelle botteghe si svolgevano le attività artigianali, si producevano cioè stoffe, abiti, calzature, ecc., tutto ciò che serviva alla vita quotidiana e che alimentava il commercio locale e, talvolta, internazionale. Nelle botteghe si distinguevano il maestro (padrone dell’azienda); i soci (operai di molta esperienza, che partecipavano agli utili); gli apprendisti, giovani ragazzi che non ricevevano alcun compenso, anzi pagavano per imparare il mestiere. In quelle più grandi lavoravano anche dei salariati o sottoposti.

Sulle anguste strade si affacciavano le case, per lo più con facciate continue e sviluppate in altezza. Al piano terra si aprivano i laboratori o le botteghe; al primo piano si trovavano gli ambienti destinati ad abitazione, sopra questi i locali riservati a deposito o ad ospitare i lavoranti.

Il nucleo civico delle città medievali, quello cioè in cui si svolgeva la vita sociale e politica della comunità urbana, è costituito da un complesso di edifici che spiccano sugli altri per la loro imponenza e per la loro funzione, per esempio la Cattedrale.

Spesso a fianco della Cattedrale sorgeva il Palazzo del vescovo. Davanti alla Cattedrale di solito si apriva la piazza del mercato dove si tenevano anche riunioni pubbliche e assemblee, sacre rappresentazioni e tornei.

Edificio caratteristico delle città medievali è il Palazzo di Città, dove si tenevano le riunioni e le assemblee per il governo della città e per l’amministrazione della giustizia.

Nelle città medievali c’erano anche i palazzi dei nobili e i palazzi delle Corporazioni degli artigiani e dei mercanti. Le Corporazioni erano quelle associazioni di cittadini che esercitavano la stessa professione (lanaioli, pellicciai, setaioli, banchieri, speziali, ecc.) e che costituivano la classe dirigente della città stessa.

Le Corporazioni avevano uno scopo prevalentemente economico: garantire buoni guadagni agli associati. Ciò si otteneva unificando i prezzi e le caratteristiche tecniche dei prodotti. Ogni Corporazione aveva infatti uno Statuto nel quale erano esattamente indicati i sistemi di lavorazione; le materie prime da impiegare; le caratterisitche del prodotto da realizzare. Gli artigiani erano obbligati al rispetto più rigoroso delle regole, per il comune interesse della categoria. Inoltre le Corporazioni svolgevano funzioni assistenziali: mutuo soccorso fra gli aderenti, sostegno per i membri in difficoltà e per le loro famiglie, in caso di malattia o di incidente.

Nei primi secoli dello sviluppo urbano, si edificarono le torri, soprattutto nelle città italiane del Nord e della Toscana. Le alte torri non erano luoghi da abitare, ma perlopiù ricoveri difensivi in cui rifugiarsi in caso di pericolo, nei momenti di conflitto con le altre famiglie rivali.