Il teatro medievale: origini, generi, protagonisti

Teatro medievale: origini, generi, protagonisti

Il teatro medievale: le origini

Durante i primi secoli del Medioevo, la cultura greco-romana cadde nell’abbandono e le rappresentazioni delle tragedie e delle commedie classiche diminuirono fino a scomparire. Ma il teatro non morì.

In occasione delle più importanti feste cristiane, Natale e Pasqua, le cerimonie furono arricchite dai tropi, ovvero brevi dialoghi cantati dai religiosi. I fedeli, per la maggior parte contadini analfabeti che non comprendevano le parole latine della liturgia, partecipavano con esntusiasmo a questa forma popolare di devozione.

In seguito questi intermezzi divennero sempre più complessi fino a trasformarsi in veri e propri spettacoli teatrali di carattere religioso.

Il teatro medievale: i generi

La Chiesa infatti vide nel teatro religioso un potente strumento per raggiungere due obiettivi fondamentali: insegnare con facilità al popolo gli episodi del Vangelo e le vite dei santi e alimentare il fervore della fede.

All’interno della chiesa venivano allora allestite le sacre rappresentazioni. Attori dilettanti (persone comuni che si dedicavano a questa attività per fede e per passione senza ricevere alcun compenso) recitavano spostandosi in spazi diversi della chiesa, chiamati luoghi deputati. Questi costituivano i diversi scenari delle vicende (il Calvario, il sepolcro di Cristo, il palazzo di Pilato…). L’altare rappresentava il Paradiso, mentre l’ingresso della chiesa rappresentava l’Inferno.

Le sacre rappresentazioni venivano allestite anche fuori delle chiese, sui sagrati o per le strade.

Accanto al teatro religioso continuò a vivere anche il teatro popolare profano, fatto di battute comiche, scherzi, capriole e giochi di abilità. Burattinai, giocolieri, prestigiatori, trampolieri, contorsionisti, ammaestratori di animali e cantastorie si esibivano alle fiere e ai mercati, oppure nei palazzi aristocratici durante le feste private.

Un’altra manifestazione a cui il popolo partecipava con grande entusiasmo era la festa dei folli durante i festeggiamenti del Carnevale (per un approfondimento clicca qui).

Il teatro medievale: i protagonisti

Gli artisti (burattinai, giocolieri, prestigiatori, trampolieri, contorsionisti, ammaestratori di animali e cantastorie) viaggiavano da un paese all’altro. Campavano grazie al denaro che raccoglievano durante gli spettacoli e alla generosità dei Signori, che talvolta li ospitavano nelle proprie corti.

Tra loro, un ruolo particolare ebbe la figura del giullare.
Il giullare, figura a metà strada tra il poeta e il buffone, ma spesso abbastanza colto, si spostava tra i paesi e le corti e, insieme alla propria arte, portava in giro anche notizie e idee.

La Chiesa attaccava violentemente e condannava il giullare – e il teatro tutto – per motivi ben precisi.

In primo luogo perché l’attore è colui che trasforma e trasfigura il proprio corpo e ciò va contro natura. La Chiesa in ciò è estremamente precisa: ogni elemento che vada contro natura va contro la volontà di Dio creatore.

In secondo luogo l’artista viene condannato perché non aveva fissa dimora. L’essere girovago era una colpa agli occhi della Chiesa e dei potenti del Medioevo dal momento che rappresenta un’anomalia sociale e un’eccessiva apertura spirituale.

In terzo luogo perché l’artista induceva la gente a compiere dissolutezze.

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