Delacroix, La libertà guida il popolo
Eugène Delacroix, La libertà guida il popolo, 1830, olio su tela, 260x325 cm, Parigi, Museo del Louvre

Eugène Delacroix (1798-1863), di famiglia benestante, ricevette una formazione classica. Dopo aver studiato l’arte di Michelangelo e di Rubens, si presentò al Salon (un’esposizione di pittura e scultura che si tenne al Louvre dal XVII al XIX secolo) con La barca di Dante, suscitando scalpore per il soggetto inconsueto e la composizione drammatica.

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Eugène Delcroix, La barca di Dante, 1822, Museo del Louvre, Parigi

Nel 1824, anno della morte di Théodore Géricault (1791-1824), suo amico e compagno di studi, e principale esponente della pittura romantica in Francia assieme a Delacroix, sempre al Salon, espose Il massacro di Scio (tragico episodio avvenuto nel 1822 durante la guerra d’indipendenza condotta dalla Grecia contro i Turchi).

Delacroix, il massacro di Scio
Eugène Delacroix, Il massacro di Scio, 1824, Parigi, Museo del Louvre

Delacroix realizzò la sua opera più importante e nota, La Libertà guida il popolo, in soli tre mesi e la espose al Salon del 1831.

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La Libertà guida il popolo, 1830, Parigi, Museo del Louvre

La Libertà guida il popolo celebra le “tre gloriose giornate” di Parigi o Rivoluzione di Luglio (27-28-29 luglio 1830), quando il popolo insorse contro re Carlo X, che aveva sospeso la libertà di stampa e sciolto la Camera dei deputati. Delacroix, che è forse il personaggio col cilindro nel quadro, non aveva partecipato ai moti insurrezionali, ma volle fornire un suo contributo alla causa rivoluzionaria con la sua arte.

La composizione – La personificazione della Libertà sta al centro della composizione. La seguono borghesi e popolani, soldati e giovani, tutti uniti per un ideale comune. In lontananza, tra il fumo e la polvere, si intravvedono altre figure, edifici della città e le torri della cattedrale di Nôtre-Dame, un particolare che situa la scena a Parigi.

Il soggetto – L’opera mostra il momento in cui il popolo avanza sulle barricate guidato da una figura femminile con la bandiera francese in una mano e la baionetta nell’altra. È la personificazione della Libertà, che unisce tutti gli uomini. Essi, ci dice il quadro, combattono insieme per gli stessi ideali.

La Libertà – La Libertà avanza impetuosa, come una popolana vestita poveramente. In testa indossa il berretto usato anticamente dai Frigi (popolo dell’Asia Minore) e adottato come simbolo dai repubblicani durante la Rivoluzione francese. Per effetto della sua forza e per la centralità appare più grande e più luminoosa delle altre figure.

Il significato – Per Delacroix la pittura doveva trasmettere emozioni, appassionare e coinvolgere lo spettatore. In quest’opera, considerata il primo quadro politico della pittura moderna, l’artista ha voluto rappresentare l’amore per l’indipendenza nazionale che animò il Romanticismo.

Il colore e la luce – Il cielo è illuminato dai colori prevalenti del rosso, del bianco e del blu (i colori della bandiera francese), che tornano nella camicia azzurra e nella fusciacca rossa del ferito al centro o nella calza blu del cadavere sulla sinistra. La pennellata è rapida e mossa. I volumi dei corpi sono evidenziati dalle ombreggiature e dalla luce che produce un forte contrasto con le altre zone oscure.

Le reazioni – Quando La libertà guida il popolo fu esposto, il pubblico rimase sconcertato per la violenza e la crudezza dell’opera. Delacroix fu criticato per l’eccessivo realismo con cui aveva trattato il tema del nudo. In realtà, nell’opera l’artista ha mescolato dettagli reali ed elementi tratti dall’arte classica. La Libertà, infatti, ricorda la greca Venere di Milo, esposta al Louvre dove Delacroix poteva facilmente ammirarla.