Il 19 aprile 1937 l’Italia fascista vara la prima legge di tutela della razza

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L’ordinanza vietava il madamato (concubinato) e il matrimonio con le donne di colore delle colonie africane. La legge mirava a stabilire l’esistenza della razza italiana e la sua appartenenza al gruppo delle cosiddette razze ariane. A tali considerazioni si cercò di dare un fondamento scientifico, risultato poi del tutto inconsistente. Dopo l’entrata in vigore del regio decreto n.880/37 altre leggi di rilevante indole razzista vennero promulgate dal Parlamento italiano.