Jihad, mujahid, paradiso islamico

Jihad è una parola araba, che spesso viene tradotta con «guerra santa» ma, nell’antica tradizione islamica, ha due diversi significati:

  • in primo luogo esiste un «grande jihad», un concetto che indica uno sforzo morale, interiore, diretto a combattere il male che c’è dentro di noi. In questo senso ha quindi un significato positivo, comprensibile unicamente in un orizzonte religioso;
  • in secondo luogo esiste un «piccolo jihad» che consiste nella guerra santa per l’espansione dell’islam, unica vera religione universale secondo il credente musulmano, ed è compito del musulmano lottare per convertire, o almeno soggiogare, i miscredenti.

In questa seconda accezione il mondo è diviso in due parti: il dar el-Islam, “la casa dell’islam”, e il dar el-Hard, “la casa della guerra”. Tra le due “case” non è possibile nessuna conciliazione: ogni credente deve lottare per far sì che tutto il mondo diventi dar el-Islam, cioè accetti la fede musulmana. Il musulmano che adempie a un simile dovere è detto mujáhid.

Il Corano infatti afferma esplicitamente che Dio preferisce «coloro che combattono sulla via di Dio, dando i beni e la vita» a «coloro che se ne restano a casa».

Il paradiso islamico prevede una condizione di privilegio per i combattenti che hanno affrontato il martirio. Nella tradizione islamica, i martiri muoiono in combattimento, in paradiso essi siedono alla destra di Allah e hanno 72 mogli vergini. Inoltre, nel giorno del giudizio, potranno ricongiungersi con dieci membri della loro famiglia.

Come le altre due grandi religioni monoteiste (ebraismo e cristianesimo), anche l’islam proibisce il suicidio.

Negli anni Ottanta del Novecento si è invece affermata, in seno ad alcune correnti estremiste, una diversa interpretazione del martirio, che si distacca nettamente dalla tradizione. Il martire suicida, infatti, trova oggi molti adepti in vari paesi del mondo musulmano. Si tratta di un’interpretazione estremistica del messaggio coranico che si ritrova nell’ideologia di alcuni gruppi islamici, non solo terroristici.