Sansone e Dalila
Sansone e Dalila, Antoon van Dyck, 1630, olio su tela, 146x254 cm, Vienna, Kunsthistorisches Musem

La storia di Sansone e Dalila è un noto episodio biblico.

Sansone era l’uomo più forte sulla Terra. Per rimanere forte, però, bisognava che continuasse a obbedire ai comandi che Dio gli aveva dato, tra questi c’era quello di non tagliarsi i capelli.

Sansone e Dalila

Un giorno Sansone incontra Dalila, una donna filistea, e se ne innamora.

I principi filistei chiedono a Dalila di sedurre Sansone per scoprire il segreto della sua grande forza e poterlo così vincere. Riceverà allora da ciascuno di essi mille e cento sicli d’argento.

Per quattro volte la donna interroga l’amante. La prime tre volte Sansone mente nelle sue risposte, consapevole evidentemente dei possibili intrighi ai suoi danni. Ma l’assillante e tenera insistenza di Dalila porta frutto e Sansone rivela il suo segreto.

La donna lo addormenta sulle sue ginocchia in un ultimo gesto di tenerezza e lascia che qualcun altro si occupi di rasargli i capelli.

Muoia Sansone con tutti i Filistei

Sansone è accecato, legato con una robusta catena, e costretto a girare la macina da mulino, un lavoro riservato agli asini.

I Filistei lo considerano ormai innocuo e vogliono soprattutto umiliarlo.

Un giorno lo espongono al pubblico perché si prendano gioco di lui, durante la festa in onore del dio Dagon. Nessuno si è accorto che la sua capigliatura sta ricrescendo.

Mentre i nemici, tra spettacoli e banchetti, inneggiano al loro dio, Sansone prepara la vendetta: invoca il Signore perché gli dia la forza per l’ultima volta.

Posto così in mezzo alle colonne del tempio, spinge violentemente contro i pilastri e fa crollare l’edificio su tutto il popolo radunato, morendo anche lui con loro.

Le sue ultime parole «Muoia Sansone con tutti i Filistei» sono ormai divenute un modo di dire.