Il calore latente: definizione e spiegazione

Il calore latente è il calore necessario affinché si verifichi un passaggio di stato (o cambiamento di stato) di una data sostanza. Non è accompagnato da variazione di temperatura.

Il calore latente: definizione e spiegazione

Ad esempio:

  • l’acqua contenuta in una pentola posta sul fuoco a 100 °C bolle. Se continuiamo a fornire calore tenendola sul fuoco, tumultuosamente si trasforma in vapore;

 

  • dei pezzetti di ghiaccio a 0 °C iniziano a fondere. Se continuiamo a fornire calore, si scioglieranno tutti trasformandosi in liquido.

Domanda:

Da quando inizia a bollire e per tutto il tempo che si continua a fornire calore, la temperatura dell’acqua che evapora si mantiene a 100 °C o aumenta?

Risposta:

L’acqua inizia a bollire a 100 °C; anche se continuiamo a riscaldarla, finché l’ultima goccia non sarà evaporata, la sua temperatura si manterrà fissa a 100 °C.

Domanda:

Da quando inizia a fondere e per tutto il tempo che continuiamo a fornire calore, la temperatura del ghiaccio che fonde si mantiene a 0 °C o aumenta?

Risposta:

Il ghiaccio inizia a fondere a 0 °C; anche se continuiamo a riscaldarlo, finché l’ultimo pezzettino non si sarà sciolto, la sua temperatura si manterrà fissa a 0 °C.

Conclusioni

Il calore fornito per tutto il tempo di evaporazione dell’acqua o di fusione del ghiaccio non fa aumentare la temperatura, perché è utilizzato per permettere il cambiamento di stato della sostanza.

Questo calore è detto calore latente, proprio perché non è accompagnato da variazioni di temperatura.

Ad ogni passaggio di stato corrisponde un proprio calore latente. Si parla allora di: calore latente di fusione; calore latente di vaporizzazione; e così via.