Caravaggio, Madonna dei Palafranieri, 1605, Galleria Borghese, Roma.
Caravaggio, Madonna dei Palafrenieri, 1605, Galleria Borghese, Roma.

La Madonna dei Palafrenieri, anche detta Madonna della Serpe, è un dipinto a olio su tela (292 x 211 cm) realizzato nel 1605 da Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. È conservato nella Galleria Borghese, a Roma.

Madonna dei Palafrenieri – storia

La vicenda della pala della Madonna dei Palafrenieri è esemplare delle reazioni che le opere di Caravaggio producevano fra i suoi contemporanei.

Nel campo delle arti figurative, infatti, la Chiesa, dopo il Concilio di Trento (1545 – 1563), proibì la produzione di immagini sacre che:

  • si rifacevano a dottrine o fonti non approvate;
  • erano lascive, come i nudi;
  • non avevano il decoro richiesto.

Ma è anche vero che fra il 1500 e il 1600 si manifestarono forti spinte alla ricerca e alla innovazione. Fra gli artisti dell’epoca Michelangelo Merisi detto il Caravaggio può essere considerato il più rivoluzionario.

Egli attuò infatti un rinnovamento dell’arte pittorica con una spregiudicatezza che solo alcuni illuminati mecenati del tempo compresero e apprezzarono. Tale rinnovamento fu poi determinante per gli artisti che lo seguirono.

Committente dell’opera La Madonna dei Palafrenieri fu la confraternita dei Palafrenieri (da qui il nome) per la loro cappella in San Pietro.

Madonna dei Palafrenieri – descrizione

Caravaggio, invece di ricorrere alla tradizionale iconografia, rappresenta la Vergine che schiaccia il serpente del peccato originale e al tempo stesso sorregge il Bambino, che pone il suo piede su quello della madre, alla presenza di Sant’Anna.

Il significato teologico è ben evidente: la Madonna, simbolo della Chiesa, uccide il serpente, simbolo del peccato, aiutata in ciò da Gesù.

La tela fu rimossa dopo pochi giorni perché suscitò le critiche degli ambienti ecclesiastici e dei devoti. La Madonna del Caravaggio, infatti, con la sua decisa scollatura, assomigliava troppo a una popolana romana e Sant’Anna a una vecchia contadina.

Il quadro fu in seguito acquistato per una cifra irrisoria dal cardinale Scipione Borghese, protettore della confraternita e spregiudicato collezionista.