città rinascimentale

La città rinascimentale si dota di molti grandi palazzi, ad opera di principi e cittadini ricchi e potenti. Si aprono nuove vie e nuove piazze, vaste e monumentali, ornate di fontane, di obelischi e di statue. L’allargamento delle strade agevolò a sua volta il traffico in aumento.

Le vie furono sempre più spesso selciate, cioè pavimentate con blocchi di pietra, almeno le principali, anche per agevolarne la pulizia. Aumentava infatti la preoccupazione per l’igiene, che portò alla costruzione di nuove fognature e alla risistemazione di quelle antiche; migliorò la fornitura dell’acqua, così scarsa nel Medioevo.

Per la salute pubblica sorsero anche ospedali e luoghi di cura.

Si trattava in tutti i casi di città economicamente agiate: i traffici commerciali fiorenti e l’agricoltura in pieno sviluppo avevano favorito l’arricchimento di numerose famiglie che investirono parte delle loro sostanze nell’acquisto di opere d’arte. Molti nobili e ricchi borghesi facevano a gara fra loro nel finanziare la costruzione di preziose biblioteche, di fastosi palazzi, di importanti edifici sacri e nel commissionare opere ad artisti famosi.

Anzitutto a Firenze, dove i Medici incoraggiavano e finanziavano manifestazioni artistiche di ogni tipo (pittoriche, letterarie, musicali ecc.); ma anche a Ferrara, governata dagli Estensi; a Mantova, che i Gonzaga contribuirono a rendere splendida e ricchissima; a Urbino, abbellita dai monumenti voluti dai duchi di Montefeltro; e a Napoli, dove i sovrani aragonesi fecero costruire edifici sontuosi. Anche Roma e la Repubblica di Venezia divennero ben presto centri artistici e culturali di grande importanza.

La città rinascimentale divenne il centro dello Stato. Il principe dirigeva la vita politica dalla sua dimora e stava al vertice di una gerarchia che doveva essere chiaramente espressa anche a livello urbanistico. L’impianto urbano seguiva schemi geometrici regolari e la piazza, sulla quale si affacciava il palazzo del principe (o signore), occupava un posto centrale.

La pianta della casa signorile è generalmente rettangolare con ampio cortile al centro, cinto da porticati; i saloni sono riccamente decorati, adatti per le cerimonie e i ricevimenti dell’epoca. I locali, su vari piani, hanno soffitti a volta e prendono luce dall’esterno e dall’interno; sono quasi sempre collegati direttamente l’uno con l’altro. Ampi scaloni portano ai piani superiori e per la decorazione sono impiegati marmi preziosi.

Le classi borghesi disponevano però di case ben più modeste. Ancor più modeste le abitazoni delle case povere, che continuavano a vivere in stamberghe sconnesse e per nulla igieniche, spesso ammassate in quartieri dove regnavano il malcostume, la sporcizia e la fame.