La storia di Cristoforo Colombo, l'uomo che scoprì l'America

La storia di Cristoforo Colombo, l’uomo che scoprì l’America.

Cristoforo Colombo: i primi anni

Cristoforo Colombo nasce fra l’agosto e l’ottobre 1451 da Domenico, tessitore genovese, e da Susanna Fontanarossa, primo di cinque figli. Segue la professione paterna fin verso i vent’anni, quindi si mette a viaggiare per mare al servizio di varie case commerciali e finisce per stabilirsi in Portogallo.

In Portogallo conosce e sposa, verso il 1480, Felipa Moñiz. L’anno seguente nasce il loro figlio Diego.

Il progetto di Cristoforo Colombo

Colombo rimane in Portogallo fino al 1485 e comincia a maturare il proposito del viaggio attraverso l’Atlantico per raggiungere le Indie.

A suggerirgli il progetto contribuiscono le sue frequenti navigazioni fra il continente e Madera; ci sono poi le carte e i documenti ereditati dal suocero (navigatore e commerciante); i racconti di navigatori; infine, la lettura di testi geografici e Il Milione di Marco Polo.

Fra il 1484 e il 1485 espone al re del Portogallo Giovanni II, senza nulla concludere, il suo progetto. Alla base di questo progetto c’è la convinzione che la circonferenza terrestre sia di un quarto minore di quella effettiva, perciò l’impresa gli sembra più facile di quanto non sia in realtà.

Cristoforo Colombo realizza il progetto

L’anno seguente (1486) passa segretamente in Spagna, per cercare di interessare quei sovrani al gran viaggio. Nel frattempo sua moglie Felipa muore.

Si stabilisce dapprima a Huelva, poi a Cordova, in seguito a Siviglia. Qui riesce a sottoporre il suo progetto a corte: raggiungere per mare il Catai (la Cina) e il Cipango (il Giapone). Il progetto viene bocciato per le perplessità di re Ferdinando, di Isabella e dei loro consiglieri.

Nel 1488 Colombo ha un figlio illegittimo, Fernando, da Beatrice de Harana.

Durante un viaggio a Lisbona ha notizie di un progetto analogo al suo, inviato al re del Portogallo dal cosmografo fiorentino Paolo dal Pozzo Toscanelli. Riprende quindi le trattative con i sovrani di Spagna. Riesce a concluderle per intervento del padre Juan Perez, confessore della regina. Sembra infatti che proprio Isabella abbia deciso in favore di Colombo.

Il 17 aprile 1492 Colombo firma la Convenzione di Santa Fé. Essa lo autorizza ad allestire una flotta di tre navi; a fregiarsi del titolo di ammiraglio, nonché viceré e governatore delle terre eventualmente scoperte.

Primo viaggio

La prima spedizione, al cui finanziamento partecipano anche alcuni banchieri fiorentini, comprende una caracca, la Santa Maria, di 200 tonnellate, comandata da Colombo, e due caravelle, la Pinta di 140, e la Niña di 100. Le ultime due sono comandate da due spagnoli, i fratelli Alonso e Yañez Pinzón. Lo scopo dell’impresa è esclusivamente commerciale e mira ai ricchissimi mercati della Cina e del Giappone, di cui ha parlato Marco Polo.

Parte il 3 agosto 1492 dal porto di Palos; sfida più volte il malcontento della ciurma, esasperata da un viaggio tanto più lungo del previsto. Ma, dopo molte difficoltà, Colombo, il 12 ottobre 1492 avvista finalmente terra. Non è né il Catai (Cina) né il Cipango (Giappone). La piccola isola scoperta viene chiamata San Salvador ed è identificata con Guanahani nelle Bahama, oggi detta anche isola Watling.

Prosegue la navigazione e scopre prima Cuba e poi Haiti, da lui denominata Hispaniola. Sulle coste di Haiti, la Santa Maria naufraga e l’ammiraglio si trasferisce sulla Niña. A metà gennaio 1493 inizia il viaggio di ritorno e, passando per le Azzorre, il 15 marzo 1493 giunge a Palos, accolto trionfalmente.

Secondo viaggio

Il 25 settembre 1493 salpa da Cadice per un secondo viaggio, con 17 navi (fra cui la Niña) e oltre 1500 uomini. Segue una via più meridionale del primo viaggio e scopre Dominica, Guadalupa, Antigua, Portorico; ritorna ad Haiti, dove trova distrutta e abbandonata la piccola colonia di La Navidad, lasciata l’anno precedente con 43 uomini. Ne fonda allora un’altra poco lontano e la chiama Isabela.

Quindi, dopo aver toccato la Giamaica, esplora la costa sudoccidentale di Cuba fin quasi alla sua estremità. Il 12 giugno 1494 fa giurare a tutti i membri dell’equipaggio, alla presenza di un notaio, che Cuba è terraferma e una propaggine orientale dell’Asia.

Ad Haiti deve far fronte all’ostilità degli indigeni e al malcontento serpeggiante fra i compagni di spedizione, a causa del mancato ritrovamento di metalli preziosi: decide quindi di lasciare sul posto il fratello Bartolomeo e torna in Spagna (giugno 1496) per preparare un terzo viaggio.

Terzo viaggio

Il terzo viaggio si svolge fra giugno 1498 e novembre 1500. Scopre l’isola di Trinidad e si addentra nel delta dell’Orinoco (5 agosto 1498).

Ripresa la via per Tahiti, Colombo trova l’isola in piena rivolta. Si sforza di difendere gli indigeni contro il cattivo trattamento degli spagnoli, mentre a corte i suoi avversari ottengono l’invio oltreaceano, con pienei poteri, di Francisco de Bobadilla. Questi fa arrestare l’ammiraglio e lo invia in Spagna. Isabella fa liberare Colombo che però deve rinunciare al titolo di viceré.

Quarto e ultimo viaggio

Colombo parte il 9 maggio 1502 da Cadice, per la sua quarta e ultima spedizione, con quattro piccole navi e 140 uomini; gli viene vietato di sbarcare ad Haiti.

Il viaggio s’indirizza dapprima verso le Antille (Martinica, Santa Lucia); poi si dirige a sud di Haiti e di Cuba, per completare la scoperta delle coste dell’America centrale, con l’intenzione di trovare un passaggio per le Indie.

Tra luglio e ottobre, costeggia l’Honduras, il Nicaragua e la Costa Rica. In ottobre raggiunge la città di Panama.

Il viaggio si fa in seguito drammatico; venti e correnti portano Colombo attraverso il mar dei Caraibi fino in Giamaica. Qui perde tutte le navi e si ammala. Soltanto dopo dieci mesi l’ammiraglio viene soccorso e riportato in Spagna con i compagni superstiti (7 novembre 1504).

La morte a Valladolid

Colombo è in difficoltà finanziarie; fisicamente e moralmente affranto anche per la fredda accoglienza ricevuta nel maggio 1505 dal re Ferdinando (la sua protettrice Isabella è già morta).

Colombo si trasferisce a Valladolid per tener dietro alle pratiche relative ai suoi diritti contestati. Qui muore il 20 maggio 1506 per un attacco di cuore.

Viene prima sepolto a Siviglia; quindi (verso il 1540) nella cattedrale di San Domingo; poi (dal 1796) in quella dell’Avana; infine, nel 1899, dopo la guerra ispano-americana, le sue spoglie sono solennemente sepolte nel cattedrale di Siviglia, dove tuttora si trovano.

Leggi anche:

Colombo scopre l’America: le conseguenze della scoperta

L’America prima e dopo Colombo