Il lampo di Giovanni Pascoli

Il lampo di Giovanni Pascoli. Ve ne diamo il testo, la parafrasi, l’analisi, le figure retoriche e il commento.

Il lampo di Giovanni Pascoli: il testo

E cielo e terra si mostrò qual era:

la terra ansante, livida, in sussulto;
il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto
una casa apparì sparì d’un tratto,
come un occhio, che, largo, esterrefatto,
s’aprì si chiuse, nella notte nera.

Il lampo di Giovanni Pascoli: la parafrasi

E il cielo e la terra si mostrarono quali erano: la terra affannata, buia, in fermento; il cielo colmo [di nuvole], tragico, a pezzi: una casa bianca bianca apparve [e] sparì di colpo nella tempesta silenziosa (tacito tumulto); come un occhio che, spalancato, stupito, si aprì [e] si chiuse, nella notte buia (nera).

Il lampo di Giovanni Pascoli: l’analisi e le figure retoriche

Il lampo è inserita nella raccolta Myricae. È costituita da due strofe, più precisamente da un verso-strofa e da una sestina. Le rime sono libere e seguono il seguente schema: A, BCBCCA; c’è inoltre la rima interna nel verso 5 «apparì sparì».

Rimano «sussulto» (v. 2) e «tumulto» (v. 4): si tratta di due onomatopeiche, che hanno la funzione di richiamare i suoni cupi e violenti del temporale, che, simbolo del male nel mondo, sconvolge al natura.

La rima tra «disfatta» (v. 3), «tratto» (v. 5) e «esterrefatto» (v. 6) evidenzia il tema dell’uomo che prende coscienza del male che domina il mondo. Unica speranza di salvezza è il nucleo familiare rappresentato dalla casa, che appare per un breve istante (immagine evidenziata anche dalla rima interna «apparì sparì») nel cielo illuminato dal lampo. Questa brevissima apparizione è paragonata a un uomo che, di fronte al male, apre gli occhi fino a spalancarli per la paura, per poi chiuderli del tutto. Perciò l’immagine di questa casa «bianca bianca» non è consolatoria, quasi a significare che non c’è alcuna speranza di salvezza dal male che domina il mondo.

Figure di suono: la poesia presenta una fitta trama sonora. L’allitterazione (u-t-r-s) ha un valore onomatopeico: contribuisce, insieme alle onomatopee («tumulto» e «sussulto»), a riprodurre il suono cupo e violento del temporale, che sconvolge la natura.

Figure di ordine: il primo verso presenta un’enumerazione («E cielo e terra»), che ha lo scopo di accelerare il ritmo. Nel secondo e terzo verso troviamo in ciascuno un climax ascendente: il primo evoca l’immagine della terra scossa dal temporale («la terra ansante, livida, in sussulto»), che trasmette un senso di agitazione. Il secondo, invece, evocando l’immagine del cielo coperto da nubi cariche di pioggia e sconvolto dai lampi e dai fulmini («il cielo ingombro, tragico, disfatto»), comunica tragicità ed inquietudine. L’ellissi (del verbo) e l’asindeto, sempre nei medesimi versi, accelerano il ritmo ed eccentuano il potere evocativo.
Nel quarto verso l’iterazione «bianca bianca» evidenzia l’immagine della casa, cha appare per un istante nel silenzio del cielo nero, illuminato per un attimo dal tuono.
Nel settimo verso troviamo il climax «largo, esterrefatto», che accentua l’immagine dell’uomo che, preso coscienza del male nel mondo, apre gli occhi, spalancandoli, impaurito, davanti all’immagine di una natura sconvolta, simbolo del male nel mondo.

Figure di significato: la personificazione della terra e del cielo (vv. 2-3) contribuisce ad accentuare il potere evocativo. La terra e il cielo appaiono sconvolti, turbati, agitati dal temporale, così come lo è l’uomo, dopo aver preso coscienza del male che domina il mondo. L’unica speranza di salvezza è il nucleo familiare.

Il lampo di Giovanni Pascoli: il commento

La poesia descrive il fenomeno del lampo con tratti tipicamente impressionistici, raffigurando con immagini visive e tocchi di colore lo sconvolgimento che l’imminente temporale, preannunciato dal bagliore del fulmine, produce sull’ambiente circostante.

L’intento del poeta non è però quello di rappresentare il paesaggio in modo realistico ma piuttosto quello di penetrare l’angoscioso mistero della natura, cogliendone i significati simbolici più intimi e nascosti.
Il fenomeno atmosferico capace di mostrare il vero volto della terra e del cielo viene assunto nella poesia a elemento rivelatore.
Il lampo, che col suo rapidissimo sfolgorio squarcia per un attimo la cupa tenebra notturna, svela una realtà tragica e sconvolta, inquietante per lo stato di disfacimento in cui si mostra. E questa improvvisa e sinistra illuminazione diviene allora simbolo di un’altra rivelazione: il destino di dolore, l’angoscia esistenziale che coinvolge tutta l’umanità.