L’astrofisica e la filosofia 10 anni dopo Franco Pacini e Paolo Rossi

Giovedì 8 settembre evento celebrativo a Palazzo Vecchio. A cura di INAF – Osservatorio Astrofisico di Arcetri e Università di Firenze

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Astrofisica e Università
L'osservatorio del parco nazionale della Caldera de Taburiente - credits: wirestock on Freepik

Dieci anni fa venivano a mancare l’astrofisico Franco Pacini e lo storico della scienza Paolo Rossi Monti, figure di spicco nel panorama culturale e scientifico fiorentino, nazionale e internazionale.

A loro, l’Istituto Nazionale di Astrofisica – Osservatorio Astrofisico di Arcetri e l’Università degli Studi di Firenze, con il patrocinio del Comune di Firenze, dedicheranno l’evento celebrativo “L’astrofisica e la filosofia 10 anni dopo Franco Pacini e Paolo Rossi” che si terrà a Firenze giovedì 8 settembre (ore 17.30 – Palazzo Vecchio, Salone dei Cinquecento, piazza della Signoria. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria-vai al programma completo).

Franco Pacini astrofisico
L’astrofisico Franco Pacini

Franco Pacini, nato a Firenze nel 1939, è stato un pioniere negli studi sulle stelle di neutroni e le pulsar, oggi fra le tematiche di punta dell’astrofisica. Dal 1975 responsabile della divisione scientifica dello European Southern Observatory (ESO), nel 1976 diventa professore ordinario all’Università di Firenze e dal 1978 direttore dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri (oggi struttura di ricerca dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, che Pacini ha contribuito a fondare, nel 1999). Guiderà l’Osservatorio fino al 2001, ampliando i campi di ricerca a temi all’avanguardia in campo astrofisico, sia sul versante scientifico, che su quello delle tecnologie, e coinvolgendolo nella costruzione del Large Binocular Telescope in Arizona. Dal 2001 al 2003 è stato presidente dell’Unione Astronomica Internazionale.

 

Paolo Rossi astrofisico
Lo storico della scienza Paolo Rossi

Paolo Rossi, nato a Urbino nel 1923, professore emerito di Storia della Filosofia all’Università di Firenze, ha insegnato dal 1966 al 1999, rivolgendo le sue ricerche ad alcune grandi figure del pensiero scientifico moderno (Francesco Bacone su tutti). Rossi ha offerto contributi decisivi sulla storia delle idee, sulla loro relazione con la vita sociale, sulla complessità dei processi intellettuali della scienza moderna e sul rapporto fra scienza e tecnologia, gettando ponti tra territori diversi del sapere. Ha ottenuto i maggiori riconoscimenti internazionali (fra gli altri, la Medaglia Sarton per la storia della scienza, il Premio Musatti della Società psicoanalitica italiana e il prestigioso Premio Balzan).

Pacini e Rossi, entrambi Soci Nazionali dell’Accademia Nazionale dei Lincei, intrattennero nel corso degli anni una lunga amicizia e consideravano la comunicazione della scienza e del sapere accademico una missione sociale, in una chiave il più possibile inclusiva.

“Non ricordiamo solo due accademici di primissimo piano e scienziati di fama internazionale – afferma la rettrice dell’Università di Firenze Alessandra Petrucci -, ma, in realtà, celebriamo l’incontro tra due mondi, tra due sguardi rivolti verso il cielo. Da una parte, gli occhi di Franco Pacini, astrofisico; dall’altra, quelli di Paolo Rossi, filosofo. Il punto di tangenza è un cielo più vicino agli uomini, inteso come un universo di riflessione e di conoscenza che questi due grandissimi studiosi hanno reso umano, traducendolo in parole, concetti, forme accessibili a tutti”.

“Franco Pacini e Paolo Rossi hanno lasciato una eccezionale eredità, certamente per i loro meriti scientifici, ma anche per il comune slancio nel diffondere la cultura della scienza e del sapere umanistico –spiega la direttrice dell’Osservatorio di Arcetri Sofia Randich -. Ricorderemo questa eredità in un evento dove l’astrofisica incontra la filosofia e aperto a tutta la cittadinanza, proprio per onorare il fortissimo ruolo di Pacini e Rossi nella comunicazione della conoscenza anche fuori dal mondo accademico; siamo felici di svolgere l’iniziativa in un luogo simbolo di Firenze, la  città alla quale tanto hanno dato.”