Le latomie, prigioni di pietra a Siracusa
Le latomie, prigioni di pietra a Siracusa

Uno degli episodi più dolorosi della guerra del Peloponneso (431-404 a.C.) fu per gli ateniesi la cattura, nel 413 a.C., di gran parte del corpo di spedizione in Sicilia. Caduti in mano ai siracusani, questi soldati vennero venduti come schiavi o rinchiusi nelle latomie, cave di pietra che sorgono nei pressi del teatro della città di Siracusa.

Senza alcuna via di fuga, le latomie si rivelarono una condanna a morte per i prigionieri, che vi furono lasciati morire di stenti.

La particolare acustica delle latomie consentiva ai guardiani di ascoltare le conversazioni dei carcerati dall’esterno della grotta. Anche per tale motivo la cava di cui vediamo l’ingresso nell’immagine sottostante venne battezzata in età moderna “Orecchio di Dionisio”, dal nome dell’allora tiranno di Siracusa, che si riteneva ascoltasse da lì i discorsi dei prigionieri.

Le latomìe, Siracusa
“Orecchio di Dionisio” – Le Latomie a Siracusa

Le Latomie a Siracusa furono probabilmente scavate già dal V secolo a.C., anche se non si hanno informazioni certe e utilizzate sino all’epoca romana.