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Marco Attilio Regolo tra storia e leggenda

Attilio Regolo nacque nei pressi dell’odierna Sora presumibilmente attorno al 299 a.C. Fu il comandante dell’esercito romano nella prima guerra punica (264-241 a.C.), durante la quale cadde prigioniero. I Cartaginesi lo inviarono a Roma per trattare la pace, invece egli convinse il Senato a non accettare la proposta e tornò a Cartagine, ben sapendo che sarebbe andato incontro a una terribile morte.

Si tratta quasi certamente di  una leggenda, tuttavia la vicenda era tra le più note della prima guerra punica, tramandata da varie fonti e raccontata anche dallo storico Tito Livio.

Chi era Attilio Regolo?

Marco Attilio Regolo fu comunque un personaggio storico. Le prime notizie su di lui ci dicono che fu eletto console una prima volta nel 267 a.C., impegnato nella guerra contro i Sallentini, e poi una seconda volta nel 256 a.C., nel pieno della prima guerra punica (264-241 a.C.) tra Roma e Cartagine per il possesso della Sicilia. Nel 256 a.C., sconfisse i Cartaginesi a Capo Ecnomo, a sud di Agrigento, in una delle più grandiose battaglie navali dell’antichità.

In seguito a questo successo, Marco Attilio Regolo continuò la guerra in Africa e ottenne altri successi contro i Cartaginesi. Ma poi nel 255 a.C. fu battutto presso Tunisi da un esercito cartaginese guidato dal generale mercenario spartano Santippo e fu fatto prigioniero.

Lo storiografo Tito Livio e il poeta Orazio raccontano che i Cartaginesi, dopo cinque anni di prigionia, lo inviarono a Roma per trattare la pace o almeno uno scambio di prigionieri. Se Roma avesse accettato lo avrebbero liberato, altrimenti sarebbe dovuto rientrare a Cartagine e condannato a morte. Giurò di mantenere la parola e fece ritorno a Roma.

A Roma invece pronunciò un discorso con il quale convinse il Senato a non cedere, sostenendo che i Cartaginesi non avrebbero potuto continuare la guerra ancora a lungo. Dopo ciò, secondo la versione leggendaria dell’episodio, fedele alla parola data e scansando i parenti che cercavano di trattenerlo, tornò a Cartagine, dove fu torturato e messo a morte (246 a.C.).

Come morì Marco Attilio Regolo?

La leggenda vuole che, dopo averlo esposto al sole per essere accecato, con le palpebre strappate, i Cartaginesi lo abbiano messo in una botte piena di chiodi, lasciata poi rotolare da un’altura fino al mare, andando incontro a una morte atroce.

Attilio Regolo e la virtù romana

Attilio Regolo, nell’antica Roma, incarnava l’esempio classico per le generazioni future: bravo soldato, fermo anche nella sconfitta e fedele alla parola data – persino al nemico – anche a costo della vita.

Cosa accadde dopo la morte di Attilio Regolo?

Roma non solo vinse la prima guerra punica, ma alla fine della terza rase al suolo Cartagine. Forse ebbe peso anche la propaganda antipunica, di cui la morte di Attilio Regolo faceva parte.

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