Il New Deal (letteralmente “nuovo patto”) fu il programma di riforme politiche in ambito economico e sociale per rilanciare l’economia, inaugurata da Franklin Delano Roosevelt (1882-1945), per quattro volte Presidente degli Stati Uniti, primo e unico nella storia del suo Paese, a ricoprire la carica per così lungo tempo (dopo la sua scomparsa fu approvato un provvedimento che prevede il limite di due mandati per i presidenti americani).
Roosevelt venne eletto per la prima volta nel 1932, quando gli Stati Uniti erano nel pieno della grande crisi del 1929, scoppiata durante la presidenza del repubblicano Herbert Hoover (1928-32). Fu il presidente democratico Franklin Delano Roosevelt (1882-1945) a risollevare il Paese in ginocchio dopo il crollo della Borsa del 1929.
I provvedimenti del New Deal di Roosevelt
Il New Deal fu avviato immediatamente nei primi mesi della presidenza Roosevelt – i cosiddetti «cento giorni» – con una serie di provvedimenti atti ad arrestare il corso della crisi. I provvedimenti di riforma furono studiati da un comitato di esperti che, riprendendo le teorie dell’economista inglese John Maynard Keynes (1883-1946), assegnarono allo Stato non solo il compito di regolare il mercato, ma anche quello di promuovere la domanda interna, aumentando il potere d’acquisto delle masse popolari attraverso:
- sussidi ai disoccupati;
- aumento dei salari;
- aumento dei redditi degli imprenditori agrari (sistema dei prezzi garantiti come contropartita di una riduzione volontaria delle colture);
- diminuzione del prezzo di vendita di certi prodotti industriali;
- progettazione e realizzazione di grandi opere pubbliche che lo Stato avrebbe dovuto finanziare;
- svalutazione del dollaro per un rilancio delle esportazioni;
- creazione di un’assicurazione sulla disoccupazione e di un’assicurazione sulla vecchiaia ecc.
- l’evasione fiscale fu combattuta con grande energia e fu approvata una legge che rese fortemente progressiva la tassazione.
Alle misure di emergenza si affiancarono provvedimenti più strutturali:
- Emergency Banking Act (EBA), stabiliva che nessuna banca avrebbe potuto operare negli Stati Uniti senza l’approvazione e la supervisione della Federal Reserve, la Banca centrale;
- Agricultural Adjustment Act (AAA). Gli agricoltori erano alle prese con problemi di sovrapproduzione e con il conseguente crollo dei prezzi. Con la firma dell’Agricultural Adjustment Act (AAA), Roosevelt limitava la produzione, garantiva così prezzi più alti e offriva sussidi agli agricoltori;
- Banking Act, separava le banche commerciali, che raccoglievano denaro presso i risparmiatori e lo prestavano, dalle banche d’investimento, che invece investivano i propri capitali e offrivano consulenze;
- National Industrial Recovery Act (NIRA). Promosse la cooperazione tra governo, imprese e sindacati per stabilire standard di produzione e prezzi, ridurre la concorrenza distruttiva e migliorare le condizioni lavorative.
Quali effetti ebbe il New Deal?
Il New Deal operato da Roosevelt produsse qualche risultato positivo, ma, se alcuni osservatori manifestarono il loro entusiasmo in proposito, altri negarono l’efficacia delle misure prese. Ad esempio, la riduzione della produzione agricola prevista dall’AAA arrestò la caduta dei prezzi, ma causò l’espulsione dalle campagne di vaste masse di contadini senza lavoro.
Nel 1935-1936 la Corte Suprema condannò il New Deal di Roosevelt e dichiarò incostituzionali molte fra le leggi più importanti. L’amministrazione democratica continuò tuttavia il cammino nel senso intrapreso; allora, per evitare una grave crisi costituzionale, i membri della Corte Suprema più ostili a Roosevelt presentarono le loro dimissioni.
In conclusione, l’operato di Roosevelt, se da un lato dimostrò che l’intervento statale era indispensabile per arrestare il corso della crisi, dall’altro non riuscì a conseguire completamente il fine ultimo che si era proposto: ridare slancio all’iniziativa economica privata.
L’economia americana giungerà a una piena ripresa e alla piena occupazione solo durante la Seconda guerra mondiale, con lo sviluppo della produzione bellica.

