Shintoismo: origini e caratteristiche

Molti giapponesi aderiscono allo shintoismo. Le origini sono molto antiche e sono legate alla pratica del culto degli antenati.

Shintoismo: le origini

La parola shintoismo deriva da Shin (gli dèi) e To (via) e vuol dire “via degli dèi”. Non si tratta di una vera e propria religione (anche se è stata religione ufficiale del Giappone dal XIX secolo fino a dopo la seconda guerra mondiale), ma di un insieme di riti e credenze.

Il fatto di essere seguaci dello shintoismo non esclude la possibilità di essere credenti anche di altre religioni. In particolare, dal VI secolo a.C. lo shintoismo si affianca e si integra con il buddhismo.

Shintoismo: le divinità

Alla base delle credenze c’è il kami (cioè dèi o spiriti), il cui numero è infinitamente grande. Due divinità, Izanagi e la sorella Izanami, sono all’origine del Giappone: da loro si sono generate le isole dell’arcipelago giapponese e le altre divinità. Tra queste le principali sono:

  • Amaterasu, dea del cielo e del sole. Ha fatto dono alla Terra dello specchio, della spada e dei gioielli, simboli del potere imperiale.
  • Susanoo, dio della tempesta;
  • Tsukiyomi, dio della notte;
  • Kagutsuchi, dio del fuoco;
  • Inari, dea del riso.

Shintoismo: le credenze fondamentali

In ogni realtà naturale viene percepita la presenza del divino e la natura dell’uomo viene considerata essenzialmente buona. Il male viene messo in relazione con spiriti malvagi, nei confronti dei quali occorre compiere esorcismi e riti purificatori. Sono praticate forme di animismo e di feticismo (ovvero la venerazione di oggetti non fine a se stessa, ma collegata agli spiriti buoni o ai demoni che si pensa che vi risiedano) e la venerazione di oggetti come rappresentazioni materiali della divinità.

Shintoismo: il culto e i luoghi sacri

L’adorazione del kami si svolge mediante preghiere rituali e l’offerta di riso e di sake (vino di riso). Il culto si svolge in parte in casa su piccoli altari domestici e in parte in santuari costruiti in legno e abitualmente composti di due aule, alle quali è collegata una sala di preghiera. Il fedele davanti a questa prega dopo avere attirato l’attenzione del kami battendo le mani o  suonando una campana. Nell’aula principale racchiuso in una scatola, vi è lo shintai, il corpo divino, cioè un simbolo che rappresenta il dio (specchio, armi, ecc.).

Caratteristica principale della cappella shito è il torii, un portale a giogo fatto generalmente di legno e formato da due stipiti rotondi, con due architravi, il più alto dei quali sporge oltre i due stipiti portanti. I torii si trovano talvolta sulla sponda dei laghi e indicano che quel luogo è sacro.

Shintoismo: origini e caratteristiche

Molti sono i luoghi sacri dedicati alle divinità, sede di santuari e meta di pellegrinaggio. I pellegrini portano vesti bianche e cappelli di giunco.
Anche le danze rituali sono molto diffuse.

Shintoismo: le principali festività

Le feste sono per lo più legate al raccolto e al ciclo della natura (la festa del raccolto, l’assaggio del nuovo riso). Una delle più grandi feste è quella dell’Anno Nuovo. Quel giorno milioni di persone affollano i grandi santuari per pregare i kami e chiedere le loro benedizioni per il nuovo anno.

Un’altra festa importante è la festa dei ciliegi in fiore, all’inizio della primavera.

Shintoismo: i testi sacri

I due principali sono testi di carattere mitologico: Kojki, “Cronache di antichi avvenimenti”, e Nihongi, “Annali del Giappone”. Redatti nell’VIII secolo, trattano la storia del Giappone dalle origini al VII secolo.

Shintoismo: le persone sacre

Le pratiche cultuali vengono svolte da sacerdoti (anche le donne possono esserlo), che quasi sempre hanno ereditato il loro ufficio dagli avi. Durante le cerimonie portano un berretto nero, un abito bianco e un bastone.