Buddhismo spiegazione semplice

Il Buddhismo è nato in India nel VI secolo a.C. all’interno dell’Induismo e sulla base degli insegnamenti di Siddharta Gautama, vissuto all’incirca tra il 565 e il 486 a.C.

Di origini principesche, dopo una giovinezza dorata e protetta, Siddharta vide per caso, uscendo dal suo palazzo, un malato, un vecchio, un cadavere e un asceta. Profondamente turbato, il giovane lasciò la reggia paterna per dedicarsi alla ricerca di una via che conducesse alla liberazione dalla sofferenza e alla felicità suprema.

Si dedicò dapprima allo yoga e alle pratiche dell’ascetismo; in seguito adottò una “via media” fra la vita agiata e la mortificazione assoluta, per approdare poi, nell’ultima fase del suo cammino, alla definitiva “illuminazione”, ottenuta, secondo la tradizione, durante una notte trascorsa a meditare sotto un fico sacro nel villaggio di Bodh Gaya.

Da allora Siddharta, divenuto finalmente il Buddha, “l’illuminato”, si impegnò instancabilmente nella sua opera di predicazione itinerante per raccogliere un numero sempre maggiore di discepoli ai quali affidare il nucleo essenziale della sua dottrina, tramandata in forma esclusivamente orale e riassunta nelle Quattro Nobili Verità:

  1. Il mondo è dolore: ogni fase della vita umana comporta delle sofferenze.
  2. Il dolore deriva dall’attaccamento alla vita e dai desideri insoddisfatti che questo attaccamento determina.
  3. Per eliminare il dolore occorre liberarsi dai desideri.
  4. La liberazione avviene conducendo una vita esemplare, che permette di raggiungere il Nirvana, uno stato di beatitudine in cui sono superate le sofferenze e l’ignoranza. Il raggiungimento di questo stato determina la cessazione del ciclo delle rinascite.

Il Nirvana è raggiungibile attraverso l’Ottuplice sentiero, ossia otto regole:

  1. Retta visione: riconoscere il dolore e intraprendere la via che porta alla sua cessazione.
  2. Retta intenzione: eliminare avidità e desiderio del male.
  3. Retta parola: parlare senza menzogne e calunnie.
  4. Retta azione: agire senza avidità e violenza.
  5. Retta vita: sostentarsi solo con attività virtuose.
  6. Retto esercizio: controllare i moti negativi dell’anima.
  7. Retta consapevolezza: concentrazione assoluta raggiunta attraverso esercizi spirituali.
  8. Retta concentrazione: raggiungimento del dominio delle proprie sensazioni e dei propri desideri.

Per vivere virtuosamente occorre attenersi ad alcune norme: non rubare, evitare la dissolutezza sessuale, evitare le bevande e le sostanze inebrianti, non danneggiare nessun essere vivente.

La fede buddista è oggi vitale soprattutto in Asia orientale, dove conta 400 milioni di seguaci, nelle due forme sviluppatesi dal nucleo originario: il Buddhismo Therayada, presente soprattutto nello Sri Lanka, in Thailandia, Cambogia, Birmania (Myanmar) e Laos; il Buddhismo Mahayana, che vanta numerosi fedeli in Cina, Taiwan, Corea, Giappone e Vietnam, ed è il credo di gran lunga più popolare in Tibet e in Mongolia.

Il Buddhismo Therayada è una corrente rigorista e raduna un ristretto numero di persone: ritiene infatti che solo pochi eletti incarnino l’ideale di perfezione. Il Buddhismo Mahayana è di più ampia visione e ritiene che ogni uomo faccia parte di un tutto onnicomprensivo.

Anche in Occidente sono molte oggi le persone che si rivolgono al Buddhismo, nella convinzione che esso possa dare una risposta ai probelmi spirituali dell’uomo contemporaneo.