29 luglio 1890 muore Vincent van Gogh
Vincent van Gogh, Autoritratto senza barba, settembre 1889, olio su tela, collezione privata

29 luglio 1890: muore Vincent van Gogh

Vincent Willem van Gogh nasce il 30 marzo 1853 a Groot Zundert, nel Brabante olandese.
Abbandonati gli studi giovanili, nel 1868 viene assunto come impiegato dalla compagnia Goupil, che opera nel mercato dell’arte contemporanea. Lavora dapprima alla succursale dell’Aja, poi è trasferito a Londra, in seguito a una delusione amorosa, è a Parigi, ma nell’aprile del 1876 viene licenziato. Fa dapprima il commesso in una libreria di Dordrecht, poi tenta di seguire la carriera paterna come predicatore in Belgio, con esiti disastrosi.
Nell’ottobre del 1880 si reca a Bruxelles e si iscrive all’Accademia di Belle Arti.
Nel 1886 raggiunge a Parigi il fratello Theo, che dirige una galleria d’arte a Montmartre: si iscrive nell’atelier di Fernand Corman e conosce i pittori impressionisti, che influenzano notevolmente la sua arte. Stringe amicizia con Paul Gauguin che si unisce a lui quando decide di andare a dipingere ad Arles (Francia). Sono due mesi intensi, in cui i due artisti dipingono gran parte dei loro capolavori: purtroppo le diversità di carattere sono troppo marcate e i rapporti tra i due artisti diventano sempre più tesi, fino a sfociare in una lite, in seguito alla quale Van Gogh si mutila il lobo dell’orecchio sinistro. Questo è un segnale dei seri disturbi mentali che lo opprimono e che lo fanno più volte internare in case di cura per malattie mentali, tra cui quelle di Saint – Paul – de – Manson e di Auvers – sur – Oise, dove viene affidato alle cure del dottor Paul Gachet.
Il 27 luglio 1890 si spara un colpo di pistola al petto: due giorni dopo muore Vincent van Gogh.

 

Segue la descrizione del dipinto “Autoritratto senza barba

Il dipinto, che si discosta dagli altri autoritratti per l’assenza della barba, è stato eseguito durante il ricovero nell’ospedale psichiatrico di Saint – Rémy. È una delle opere più drammatiche e commoventi, dai tratti vibranti e al tempo stesso controllati, che ci comunicano la straziante situazione di una personalità geniale ma profondamente scossa, alla disperata ricerca di un’identità e di un equilibrio interiore.

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