Ascolta “Storia – Cornelia madre dei Gracchi” su Spreaker.
Cornelia donna romana del II secolo a.C. figlia di Scipione l’Africano e madre dei Gracchi, ebbe grande fama a Roma. Nella Roma repubblicana, essa fu modello esemplare di matrona romana per la sua virtù, l’amore filiale, la cultura ma anche il coraggio dimostrato di fronte alle avversità. Celebre è la sua affermazione haec ornamenta mea, “questi sono i miei gioielli”, riferita ai figli. Fu la prima donna romana ad avere una statua esposta in pubblico, nel Foro Romano.

La documentazione storiografica antica ci ha tramandato solo alcuni episodi dell’esistenza di questo personaggio femminile: realtà e narrazione si intrecciano nelle fonti superstiti, fissando l’immagine di Cornelia nello stereotipo comunemente riconosciuto della virtuosa matrona romana.

Chi era Cornelia madre dei Gracchi?

Le origini e l’educazione ricevuta

Cornelia nacque nel 190 a.C. circa, figlia minore di Publio Cornelio Scipione Africano, il celebre generale romano che sconfisse definitivamente Annibale nella battaglia di Zama, nel 202 a.C., durante la Seconda guerra punica, e di Emilia Terza, a sua volta figlia del famoso console Lucio Emilio Paolo, che nel 168 a.C., con la battaglia di Pidna, concluse definitivamente la terza guerra macedonica, sconfiggendo il re Perseo, trasformando la Macedonia in un protettorato romano e portando a Roma grandi ricchezze.

Cornelia fu educata ai principi della temperanza e della austerità. Per una donna del II secolo a.C, ricevette anche un’ottima istruzione, studiò retorica e filosofia e imparò a parlare fluentemente il greco.

Il matrimonio con Tiberio Sempronio Gracco

Nel 175 a.C. Cornelia venne data in sposa a Tiberio Sempronio Gracco, valoroso generale, due volte console (nel 177 a.C. e nel 163 a.C.) e anche censore (169 a.C.). Nonostante questi fosse molto più grande di lei, la loro unione è descritta dalle fonti come molto felice e fecondo. Ebbero infatti ben dodici figli.

Rimasta vedova sceglie di restare univira e dedicarsi alla cura dei figli

Rimasta vedova a 35 anni, Cornelia non volle più risposarsi, scegliendo di restare univira: non le mancarono certo i pretendenti, attratti da un partito così influente e da una donna così virtuosa; rifiutò persino le nozze prestigiosissime con Tolomeo VIII Evergete, futuro re d’Egitto, per mantenere la propria dignità di matrona romana, dedicarsi interamente alla crescita e alla educazione dei figli e onorare la memoria del marito defunto.

Dei dodici figli avuti dal marito Tiberio Sempronio Gracco, solo tre raggiunsero l’età adulta: i futuri tribuni della plebe Tiberio e Caio e la sorella Sempronia, che sposò Scipione Emiliano (colui che concluse vittoriosamente la Terza guerra punica). Per essi fece giungere a Roma filosofi e letterati greci, perché ricevessero un istruzione pari alla sua. Impostò la loro crescita secondo il mos maiorum (la tradizione degli antenati), trasmettendo rigore morale e disprezzo per la vanità esteriore. Inculcò loro principi democratici e di attenzione verso la plebe.

Tiberio e Caio Gracco furono infatti promotori di importanti riforme politiche e istituzionali, in particolare di una riforma agraria con la quale intendevano rispondere al problema del crescente impoverimento nelle campagne, ridistribuendo terreni pubblici ai contadini, togliendoli ai grandi latifondisti aristocratici. Tiberio Gracco venne per questo ucciso nel 133 a.C. da un gruppo di senatori aristocratici e il suo corpo venne gettato nel Tevere. Nel 121 a.C., la stessa sorte toccò a suo fratello Caio e la madre dovette piangere in segreto, perché le autorità le proibirono di vestire il lutto.

Cornelia dopo la morte dei figli Tiberio e Caio Gracco

Dopo la morte violenta dei figli, Cornelia si ritirò nella sua villa a Miseno, sul golfo di Napoli, animando un circolo culturale, tra i più importanti dell’epoca. Mentre era ancora in vita, venne eretta, in onore delle sue virtù di matrona esemplare, una statua bronzea nel Foro Romano, la prima mai dedicata a una donna, con l’iscrizione: «Cornelia, figlia dell’Africano, madre dei Gracchi». Morì intorno al 110 a.C.

Haec ornamenta mea – il significato

Quando si nomina Cornelia, la madre dei Gracchi, torna subito alla mente il noto aneddoto dei gioielli. Si racconta che un giorno Cornelia ricevette la visita di una ricca matrona romana, che ostentava e decantava i gioielli che indossava. Cornelia la lasciò parlare, poi chiamò i suoi figli e, rivolgendosi alla matrona, disse con orgoglio: haec ornamenta mea («Questi sono i miei gioelli»). Di essi infatti era fierissima, avendoli educati alla virtù e al sapere.

 

Ultimi articoli

Giochi

Sullo stesso tema