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Terza Guerra Punica e distruzione di Cartagine

La Terza guerra punica fu l’ultimo conflitto tra Roma e Cartagine. Ebbe inizio nel 149 a.C. con l’assedio di Cartagine e terminò tre anni dopo, nel 146 a.C., dopo un lungo assedio, con la totale distruzione della città, ad opera di Scipione Emiliano.

Perché scoppia la terza guerra punica?

Dopo la sconfitta subita nella seconda guerra punica (per un approfondimento leggi qui), Cartagine si trovò costretta ad accettare durissime condizioni di pace, nonostante ciò i Cartaginesi concentrarono le energie nel tentativo di migliorare la loro situazione economica e ciò favorì una buona ripresa.

A Roma, allora, si diffuse il timore che la città potesse riarmarsi e attaccarla, ma soprattutto vi erano nella società romana i ceti emergenti, che puntavano ad arricchirsi con i commerci, interessati alle opportunità economiche che la scomparsa di Cartagine avrebbe aperto. Da una guerra a Cartagine si profilava inoltre anche la speranza di ottenere un ricco bottino.

Carthago delenda est – Cartagine deve essere distrutta

Di questo diffuso stato d’animo si fece portavoce Marco Porcio Catone. Egli, alla fine di ogni suo intervento in Senato, era solito ripetere che Cartagine doveva essere distrutta (Carthago delenda est) prima che fosse troppo tardi. Serviva solo il pretesto per poter intervenire.

Il casus belli della terza guerra punica

L’occasione per Roma di riprendere la guerra a Cartagine fu offerto dalle continue provocazioni del re della Numidia Massinissa, alleato di Roma.

Così quando Cartagine dichiarò guerra (150 a.C.) a Massinissa a causa dei suoi continui soprusi, Roma a sua volta dichiarò guerra a Cartagine, poiché il trattato di pace stipulato alla fine della seconda guerra punica impediva a Cartagine di dichiarare guerra senza il consenso di Roma.

La terza guerra punica e l’assedio di Cartagine

I Cartaginesi cercarono di venire a patti con i Romani. I Romani le inviarono un ultimatum: i Cartaginesi dovevano abbandonare e distruggere la loro città per ricostruirla altrove, lontano dal mare. I Cartaginesi non accolsero la richiesta e fu guerra.

La terza guerra punica consistette nell’assedio di Cartagine, guidato da Scipione Emiliano. L’assedio di Cartagine durò dal 149 a.C. al 146 a.C.

I Cartaginesi opposero una resistenza disperata. La città venne dapprima affamata impedendo i rifornimenti, poi arrivò anche la peste. Infine Cartagine fu rasa al suolo, bruciata, le mura abbattute, il porto distrutto e 50 mila uomini e donne cartaginesi furono catturati e ridotti in schiavitù. Secondo la tradizione, sulle rovine di Cartagine venne sparso il sale: un atto simbolico per rendere sterili i resti e sancire l’impossibilità di ricostruzione.

Conseguenze

Questo evento segnò la fine definitiva della potenza cartaginese: il territorio di Cartagine fu infatti incorporato nello stato romano come provincia d’Africa. Per Roma significò la sua definitiva affermazione come potenza egemone nel Mediterraneo occidentale.

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