La Befana, la storia - origini pagane e tradizioni cristiane

La Befana nell’immaginario collettivo è una vecchietta con il naso lungo e il mento aguzzo. Indossa una lunga gonna, ampia e scura, vivacizzata da numerose toppe colorate; un grembiule con le tasche, uno scialle, un fazzoletto o un cappellaccio in testa.

Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, a cavalcioni di una scopa, sotto il peso di un sacco stracolmo, porta doni ai bambini buoni e carbone ai bambini che si sono comportati male nell’anno precedente.

 

La Befana nella tradizione cristiana

Nella tradizione cristiana la leggenda della Befana s’incrocia con la tradizione dei Re Magi.

Una leggenda risalente al XII secolo racconta che i Re Magi, durante il viaggio verso Betlemme, si fermarono alla casa di una donna anziana per chiedere informazioni. Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo Gesù, la donna non si mosse.

In seguito, però, si pentì di non essere andata con loro. Preparò allora un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, ma non li trovò.

Così si fermò ad ogni casa che trovò lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù.

Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini per farsi perdonare.

 

Le origini pagane della Befana

La figura della Befana è antecedente alla nascita del Cristianesimo e sarebbe legata ai riti pagani celebrati dagli antichi Romani e associati alle stagioni.

Secondo il calendario romano, infatti, 12 giorni dopo il solstizio d’inverno, quando la luce del giorno comincia ad aumentare e il buio della notte a ridursi, si doveva celebrare la rinascita della natura.

La tradizione voleva che in queste 12 notti, alcune figure femminili volassero sopra i campi rendendo i raccolti fertili e prosperi.