La motivazione fattore di successo nello studio

La motivazione si definisce come la spinta che anima e sostiene un comportamento orientato a raggiungere uno scopo significativo e prioritario. Una forte motivazione stimola un comportamento deciso e focalizzato allo scopo, mentre una debole motivazione produce un comportamento incerto e confuso

 

Nello studio, nel lavoro, ma anche nelle azioni di tutti i giorni, la motivazione è lo stimolo che ci dà la forza andare avanti, sopportando la fatica e affrontando le difficoltà che incontriamo, che ci aiuta a non arrenderci e abbandonare il nostro obiettivo.

 

La motivazione può essere interna (o intrinseca) e esterna (estrinseca).

  • La motivazione interna scaturisce dai propri valori e interessi: voglio diventare competente, voglio raggiungere una posizione migliore, aspiro ad una promozione, ecc.
  • La motivazione esterna è legata soprattutto alla necessità di evitare rimproveri o punizioni, ovvero il desiderio di ricevere lodi e approvazione dagli altri.

Una forte motivazione ci aiuta a sopportare meglio la fatica e le difficoltà di ogni giorno, mentre con una motivazione debole ogni piccolo ostacolo sembra insormontabile.

La motivazione è uno dei principali fattori di successo nello studio: la motivazione attiva la voglia di apprendere, di migliorarsi, di diventare sempre più intelligente. Per aumentare la propria motivazione, con l’obiettivo di riuscire nello studio, ma anche nelle sfide di ogni giorno, proviamo a seguire questi semplici consigli o, se vogliamo, “trucchi” del mestiere.

1. Curare l’autostima per automotivarci e superare la fatica dello studio

L’autostima è un fattore fondamentale nel determinare la forza della propria motivazione.

Un’alta autostima ci fa sentire capaci e ci dà la forza di superare la fatica e raggiungere gli obiettivi; una bassa autostima, al contrario, ci porta sentimenti negativi che allontanano la probabilità di avere successo nello studio.

Il successo rinforza l’autostima: successo -> concetto positivo di sé -> entusiasmo -> aspettativa di nuovo successo -> raggiungimento di nuovo successo -> maggiore autostima -> maggiore entusiasmo -> ecc.

L’insuccesso, al contrario, mina la propria autostima: insuccesso -> bassa autostima -> disinteresse -> nuovo insuccesso -> una più bassa autostima -> disinteresse -> nuovo insuccesso -> ecc.
Impariamo quindi a visualizzarci positivamente, incoraggiamoci quando incontriamo delle difficoltà, riconosciamo i nostri pregi e difetti allo scopo di aumentare la nostra autostima.

2. Costruire il proprio portfolio delle competenze e dei risultati raggiunti

Un buon metodo per automotivarsi è costruire un vero e proprio “portfolio” (J. Zubizarreta) con le opere migliori che abbiamo realizzato. Per un artista è la collezione dei suoi quadri più belli, per un regista i suoi video, per un musicista i suoi spartiti.

Uno studente può iniziare a raccogliere i successi scolastici: i voti, i diplomi, le borse di studio, i titoli conseguiti. Può aggiungere l’attestato di partecipazione ad un corso di teatro o di danza, la medaglia di un torneo sportivo, può raccogliere i migliori compiti in classe o tesine.

Può anche delineare il profilo della sua personalità: i valori, gli interessi, i punti forti. Può depositarvi i propri progetti, i sogni nel cassetto, le idee per realizzare qualcosa di originale.

Sfogliando il proprio portfolio di successi si sviluppa una forte autostima e la consapevolezza di stare realizzando il proprio progetto di vita.

3. Risolvere il conflitto tra opposte motivazioni

Per concludere, alcuni consigli “pratici” quando nasce il conflitto tra opposte motivazioni: tra il dovere  (“perché devo studiare”) e il piacere (“non è divertente studiare, voglio divertirmi”), tra l’impegno e la paura di non farcela, tra lo sforzo e la sensazione di incapacità.

In un conflitto di motivazioni, solitamente vince la più forte: se prevale il piacere o la paura non avrò mai la forza di studiare con impegno. Ecco due “tecniche” che ci aiuteranno a superare questi conflitti.

Tecnica del dialogo interiore di “contrattazione delle parti in conflitto”
Ascoltiamo entrambe le parti (devo studiare, voglio divertirmi), rappresentando su un foglio gli aspetti positivi e negativi di entrambe, senza “imbrogliare” con se stessi, ma con l’obiettivo di trovare un compromesso

Prima lo sforzo, poi il premio
Iniziamo prima ciò che è meno piacevole, passando dopo alle cose più piacevoli, che, in questo modo, verranno vissute come un premio. Inconsciamente si tenderà a impegnarsi sempre di più, sapendo che al termine di ogni sforzo (lo studio) ci sarà un premio (il divertimento).

Strategia dell’eroismo
Per un bambino è naturale il desiderio di evitare le cose spiacevoli; da adulti si impara ad affrontarle e superarle. La strategia dell’eroismo consiste nell’affrontare e risolvere, per prime, le attività più difficili e sgradevoli. In questo modo aumenta la sensazione di controllare meglio la propria vita e di essere protagonisti delle proprie scelte. Superare le prove ci rende più forti e ci gratifica.

Come recita il principio di Premack: “se fai le cose più difficili prima, quelle successive, più facili, sembreranno ancora più semplici e diventeranno un premio” ovvero, come recita il detto popolare, “prima il dovere, poi il piacere”.

Per lo studente questo si traduce in darsi autoistruzioni precise e nette, ingaggiando una sfida con se stesso, esempio: “studio l’intero capitolo in 30 minuti invece che in un’ora”, “termino gli esercizi di matematica, poi mi dedico alla storia dell’arte”; vincere la sfida rinforzerà la propria motivazione ad ogni piccola sfida superata.

Per imparare a studiare, per ottenere dei buoni risultati a scuola, per avere successo nella vita dobbiamo avere una forte motivazione: alleniamoci a crescerla di giorno in giorno: saremo gratificati dalle conquiste quotidiane e realizzeremo noi stessi nella scuola e nella vita.