Guerre di indipendenza italiane riassunto

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guerre di indipendenza italiane

Le guerre di indipendenza italiane sono le tre guerre d’indipendenza combattute dal Regno di Sardegna (prima e seconda guerra d’indipendenza, 1848-49 e 1859) e dal Regno d’Italia (terza guerra d’indipendenza, 1866) contro l’Austria.

Prima guerra di indipendenza italiana

La prima, tra le tre guerre di indipendenza italiane, si aprì in seguito ai moti rivoluzionari del 1848.

La prima guerra indipendenza fu condotta dal re di Sardegna Carlo Alberto con il sostegno di numerosi patrioti (tra i quali Giuseppe Garibaldi) e di truppe regolari inviate dal re di Napoli, dal granduca di Toscana e dal papa. Si concluse con una dura sconfitta.

Per un approfondimento leggi Prima guerra d’indipendenza riassunto schematico.

Seconda guerra di indipendenza italiana

La seconda guerra d indipendenza italiana (1859) fu preparata a livello internazionale dal capo del governo piemontese, conte di Cavour, che strinse un’alleanza con il re di Francia Napoleone III. Fu quindi combattuta dalle forze unite di francesi e piemontesi. L’Austria fu sconfitta e costretta a cedere la Lombardia, che fu annessa al Piemonte.

Per un approfondimento leggi Seconda guerra d’indipendenza riassunto schematico.

Verso la terza guerra indipendenza

Nel frattempo, si sollevarono contro i rispettivi sovrani le popolazioni della Toscana, dell’Emilia e della Romagna, chiedendo l’annessione al Regno di Sardegna, cosa che avvenne nel marzo del 1860.

La liberazione del Meridione fu frutto invece dell’azione dei democratici. Il 5 maggio 1860 Garibaldi partì da Quarto, vicino a Genova, con circa mille uomini, sbarcò in Sicilia e conquistò in breve tempo tutto il Regno meridionale.

Il timore che l’impresa garibaldina portasse a una svolta in senso repubblicano spinse però il re Vittorio Emanuele II a intervenire. Raggiunto allora il sud, dopo aver liberato le Marche e l’Umbria, a Teano, il 26 ottobre 1860 incontrò Garibaldi, che salutò in lui il re d’Italia.

Al completamento dell’Unità mancavano Roma, tornata al papa e protetta dai francesi, e Venezia con tutto il Nord-Est, ancora in mano all’Austria.

La terza guerra d’indipendenza

Con la 3 guerra d’indipendenza (20 giugno 1866-12 agosto 1866) il Regno d’Italia conseguì l’annessione del Veneto e i territori del Friuli fino a Udine. Rimanevano sotto l’Austria il Trentino e la Venezia Giulia.

Per un approfondimento leggi Terza guerra d’indipendenza italiana riassunto.

La presa di Roma

La conquista di Roma si risolse con la presa della città il 20 settembre 1870. Finiva il potere temporale dei papi e Roma diventava capitale del Regno d’Italia.

Per un approfondimento leggi La presa di Roma.